Il viaggio di Felicia - William TrevorWilliam Trevor è uno dei massimi scrittori irlandesi viventi, considerato un maestro nello scrivere racconti ambientati nei paesi più sperduti della sua Irlanda, dove il lavoro scarseggia e gli abitanti, più che vivere coscientemente, tirano avanti. In questo romanzo, tuttavia, William Trevor sceglie come ambientazione l’Inghilterra delle Midlands, un paesaggio descritto come post industriale, sciatto e degradato.

Felicia, diciassettenne orfana di madre, incinta ed assolutamente ingenua, attraversa il mare per andare a cercare il fidanzatino, Johnny Lysaght, che stando a quanto le ha detto, lavora vicino a Birmingham in una fabbrica di tosaerba. Non ha l’indirizzo, quindi gira per la città nella speranza di trovare il posto dove lavora o di incontrarlo per strada. Rifiutandosi di ascoltare le voci che girano in paese, non pensa neanche per un momento che Johnny si sia “venduto al nemico” e sia entrato nell’esercito britannico. Per lei, che ha un bisnonno morto durante la guerra d’indipendenza irlandese, la cosa è semplicemente inconcepibile. Durante le sue ricerche, incontra un uomo sulla cinquantina, Mr Hilditch, che cerca di aiutarla. Benché all’inizio sia diffidente, Felicia inizia a fidarsi di Hilditch, perché nessun altro le offre consiglio o aiuto.

L’uomo però ha qualcosa da nascondere: il lettore ben presto si accorge che quello che apparentemente sembra così gentile e paterno nei confronti di Felicia è in realtà una persona disturbata, morbosamente attaccata al cibo e piena di rancore per una carriera militare che gli è stata rifiutata.
William Trevor, tuttavia, entra nella vita quotidiana e nei pensieri di questo personaggio che fa venire i brividi, rivelandone la sua umanità. Alla fine del libro il lettore prova compassione per questo poveruomo profondamente solo, che non ha mai ricevuto gratificazioni o attenzioni da parte di una famiglia o di una moglie.

L’autore usa un linguaggio terso, frasi corte e pochi fronzoli, rivelando piano piano, con una calma allucinante, tutto l’orrore sottostante. Non è un caso, quindi, che il nome dell’uomo in questione, Hilditch, ricordi così tanto quello di un altro signore inglese, ugualmente grasso e morboso, Alfred Hitchcock, che ci ha regalato alcuni tra i più belli ed inquietanti film della storia del cinema.

Ugualmente venato di umorismo nero, questo romanzo di William Trevor offre soluzioni inaspettate ai problemi che affronta e ci offre due rappresentazioni contrapposte, ugualmente crudeli e distorte, di due paesi divisi solo da un braccio di mare. L’Irlanda dei pascoli verdi, povera, semplice e ancora profondamente cattolica, dove ci sono problemi per avere un aborto come negli anni cinquanta, contrasta con la rappresentazione delle città inglesi che di notte si popolano di prostitute, accattoni e drogati, dove fanatici religiosi tentano invano di racimolare fedeli, e dove un’ingenua ragazza proveniente dalle colline irlandesi cade nella morsa di un uomo disturbato e possessivo, inevitabilmente inglese ed inevitabilmente per fare del bene alla povera ragazza irlandese.


Stefania Basset