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Federico Fellini

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Nel gennaio del 1939 un giovane ragazzo romagnolo di appena diciotto anni scende da un treno alla stazione Termini di Roma. La sua intenzione è quella di lavorare per la sua rivista umoristica preferita, che ha sede nella capitale. Non sa ancora che questo sarà il prologo del suo sposalizio con il cinema. Federico Fellini, riminese, uno dei più grandi cineasti della storia del cinema: un regista così originale e influente da meritarsi un aggettivo coniato apposta per lui (“felliniano”). Visionario, vivace sognatore, consacrato e ammirato all’estero tanto da vincere quattro premi Oscar, cinque considerando anche quello alla carriera, segno della sua definitiva consacrazione.

Il suo cinema è fatto di contrapposizioni; colorato e cupo, malinconico e allegro, popolato di clown, personaggi buffoneschi e da eterni sconfitti. Ha consacrato e regalato al pubblico un attore versatile e completo come Marcello Mastroianni, ha filmato e proiettato sullo schermo i nostri desideri e le nostre pulsioni, facendoci sognare e rodere dall’invidia per non poter sfiorare il corpo di Anita Ekberg o per non trascorrere una notte a bere e a girovagare senza meta con Alberto Sordi.

Soprannominato il Maestro, durante la sua carriera ha anche subito pesanti critiche dalla benpensante e bigotta opinione pubblica italiana, incapace di comprenderlo e istigata dalla morale cattolica; tristemente note le reazioni dopo la prima proiezione a Milano de La dolce vita, dove Federico e Marcello vengono sommersi da sputi e insulti per come hanno rappresentato ed interpretato la vita dissoluta dell’universo che ruotava intorno a via Veneto.

Nella sua filmografia emergono perle immortali e fortemente autobiografiche: ha ambientato nella sua Rimini I vitelloni, divertente e malinconico ritratto di cinque giovani nullafacenti e Amarcord, celebre e sublime capolavoro ispirato ai ricordi della sua infanzia. Sul complesso e delicato ruolo del regista, in particolare su una sua profonda crisi d’ispirazione, dedica il film 8 e mezzo, assoluto capolavoro. Molti registi contemporanei devono essere grati a Fellini; al suo stile, alla sua dedizione nel tirare fuori il meglio da ogni attore, alla sua capacità di dirigere pellicole dominate da soluzioni kitch senza essere pacchiane ma meravigliosamente colorate.