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Paper Street intervista Fractae

Venerdì 28 ottobre, mentre si sta dirigendo a Milano per il dj-set al Linoleum, raggiungiamo telefonicamente Fractae, al secolo Paolo Caruccio, nuovo “acquisto” del roster di Costello’s. Grazie a un forte successo sui social e su vari siti, Fractae si è già imposto come una delle voci più interessanti del panorama italiano, in grado di coniugare al meglio la forma canzone con le pulsioni elettroniche. Noi di Rivista Paper Street non potevamo proprio non fargli un paio di domande.

Come nasce il progetto di Fractae?

Il nome è una storpiatura della declinazione latina, in realtà sarebbe “fracta”, parola che sta ad indicare un qualcosa di frammentario, di spezzato. E se uno ci pensa bene quest'idea di frammentarietà è perfettamente ascrivibile alla musica elettronica, tutta composta da sample, pezzettini di altre canzoni, inserti di dischi differenti ma anche suggestioni di architettura urbana e popolare. Insomma un grande calderone di stili e rimandi diversi che mi piaceva riunire. Fai conto poi che Fractae (che si legge “fracte”, ci dice, ndr) nasce nel momento nel quale ho terminato la mia esperienza con la band precedente, band nella quale io suonava la chitarra, facevo rock e cantava sul palco: insomma un mondo completamente differente da questo. Forse proprio per questa ragione ho così voglia e piacere di portare in giro Fractae!

Il video di “Cartina corta”, girato da Edoardo Brighenti pare rivestire un’importanza particolarissima all'interno del tuo lavoro, al di là che sia il singolo.…

“Cartina corta” è stato scelto come singolo proprio perché rivestiva un'importanza fondamentalmente. Questa canzone è come un punto di arrivo per andare avanti, a toccare nuovi lidi. Io non penso, anzi certamente, non suonerò in questo modo in eterno, anzi cambierò stile e sonorità ma so che “Cartina corta” illustra esattamente il tipo di musica che sto facendo in quel determinato periodo in cui l'ho composta, ci sono degli elementi poi che mi piacerebbe sviluppare in un secondo momento, come ad esempio il discorso dei cori.

Quali artisti hai ascoltato per trovare la tua strada?

Ma guarda diciamo che molti li avevo ascoltati anche prima, prima di entrare nell'ottica di idea di mettere in piedi Fractae. Detto questo la mia intenzione originaria e che rimane tutt’ora è quella di sviluppare un tipo di musica nella quale la forma pop della canzone classica, strofa-ritornello-bridge venisse replicata, però alla luce delle nuovi pulsioni elettroniche. Quindi unire due mondi che, benché in Italia non si parlino ancora granché, all'estero vanno a braccetto ormai da tempo. Comunque, per quanto vedo in giro, le cose stanno cambiando anche qui da noi: oggi la radio passa delle canzoni che prima non avrebbe mai passato, segno che le cose si modificheranno nel tempo.

Ho letto che tu assomigli a “dei teoremi della scrittura pop uniti agli algoritmi della musica elettronica. Una frase che ho trovato molto potente: ce la potresti spiegare?

Beh questa cosa l'ho scritta per tentare di rendere il concetto della mia idea di musica: avvicinare due poli solo apparentemente opposti. Se uno pensa a Bjork o ai Radiohead si accorge di come siano artisti completamente avulsi dalle mode generali ma perfettamente in grado di vendere dischi e di fare concerti sold-out in tutto il mondo: è a loro, diciamo così, che miro!

Come ultima domanda ti chiedo quanta influenza abbia sulla tua musica il lavoro che fai, ovvero il produttore artistico e arrangiatore allo TransEuropa Studio?

Beh tantissimo! Tanto per iniziare ho le conoscenze adatte per registrare direttamente io il mio disco, senza dover passare da intermediari, conosco i software di produzione e, così facendo, potrò realizzare un lavoro totalmente personale. Come me ci sono tanti ragazzi in Italia che, anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie digitali, con poco possono fare molto, pubblicare un album. I costi ormai sono bassi e sapere suonare un synth e aggiungere qualcosa in fase di produzione è un sicuro valore aggiunto. Ma poi uno può avere, alla fin fine, tutte le conoscenze che vuole ma se non scrive belle canzoni può andare poco lontano: ecco perché presto così attenzione al testo. Perché anche con il testo solo si possono fare librare e danzare le persone!