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Per Giove! Mistero al caffè letterario – Paolo La Peruta

Tra librerie affollate da pagine partorite da mani fin troppo audaci e blog che fioccano qua e là promettendo a chiunque il proprio momento di gloria, la ricerca di nuovi talenti richiede coraggio. Quando lo scritto è un romanzo giallo poi, il rischio “flop” è altissimo: o il giallo è perfettamente costruito o a metà dell’opera il lettore sarà annoiato da una finta suspense e probabilmente già con la soluzione del mistero tra le mani.

Per Giove! di Paolo La Peruta (Lupo Editore), si rivela sin da subito una deliziosa sorpresa. Si tratta di un perfetto esempio di quello che gli inglesi chiamano “whodunit?” (“chi l’ha fatto?”), di giallo deduttivo, quindi. La vita di Pietro Sicuro, quarantenne titolare di una caffetteria e di un locale notturno che rappresentano i cardini attorno cui ruota l’ambiente culturale della città di Lecce, viene stravolta dall’ingresso al “Caffè Letterario” (luogo realmente esistente) di Ilenia, un‘avvenente turista del Nord Italia. Nemmeno il tempo di metabolizzare la conoscenza avvenuta che, il giorno successivo all’incontro, anziché organizzare un perfetto primo appuntamento, Pietro si ritrova coinvolto nelle indagini per giungere all’omicida della ragazza stessa, fianco a fianco con l’ispettore Pace, il quale non aspetta altro che un’ottima occasione per incastrare il suo nemico di sempre, Sicuro.

I componenti del giallo ci sono tutti: il mistero, le indagini, i colpi di scena. I fattori che fanno però di quello che è un buon manoscritto una piccola perla sono l’umorismo, la dolcezza di alcune scene e la scioltezza del fraseggiare. L’elemento che più di tutti accompagna in leggerezza all’obiettivo ultimo del giallo è infatti proprio l’ironia (soprattutto autoironia) di Pietro; sempre brillante, spesso corrosiva (soprattutto quando rivolta all’ispettore), quasi mai sottile. Il lettore è a tratti incuriosito più che dalla soluzione del mistero, dallo scoprire di quale altra gaffe Pietro si renderà protagonista; una maglietta striminzita per la sua stazza non proprio esile? Una frase sbagliata, al momento sbagliato, alla donna giusta?

L’ironia si alterna ad un romanticismo maturo che addolcisce il tono delle pagine in cui si fa spazio la storia tra il protagonista ed Elisa, fatta di sentimenti in rimessa, in realtà mai sopiti. Un’altra piacevole scoperta nel corso del racconto è la musica. I brani citati, affiancati ad un lessico ricercato ma che scorre privo degli attriti spesso tipici dello scrittore in erba che vuole far colpo, fanno intravedere lo spessore culturale di chi scrive: Paul Revere & The Raiders, Nick Cave, Nick Drake, Jeff Buckley, Tom Waits…

Che l’autore abbia fatto scuola tra le pagine dei mostri sacri del giallo si evince dal perfetto equilibrio del risultato finale. La coinvolgente descrizione di paesaggi, odori e sapori ed il ricorso ai luoghi comuni sulle forze dell’ordine, portano a una immediata associazione con Andrea Camilleri. Più di ogni altro elemento il trait d’union tra La Peruta ed il giallista siciliano è l’utilizzo del dialetto, in questo caso quello leccese, perfettamente innestato nel racconto ed usato “q.b.” per colorare, in punti in cui l’intuizione del lettore rende superflue le note di traduzione.

Per Giove!, bel lavoro!
Attendiamo il prossimo, sperando che l’autore porti con sé la colta vivacità e l’amorevolezza dell’esordio.