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Into the wild - Sean Penn

Con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker
2007 - Usa
Drammatico - 2h 28’

di Lucio Laugelli

Into the wild - Sean Penn La vera storia di Christopher McCandless, un giovane americano di famiglia borghese, che, dopo essersi laureato a pieni voti, intraprende una fuga dalla famiglia e dalle istituzioni in generale per cercare nella solitudine, nel viaggio disperato e confuso, una conoscenza interiore. Il forte rapporto con la sorella, la cui voce fuori campo narra le vicende, non basta a trattenere il ragazzo che, come scandiscono le didascalie del film, nasce una seconda volta attraversando le tappe fondamentali della vita (nascita, infanzia, adolescenza, età adulta e, infine, morte) in maniera del tutto differente rispetto agli standard imposti da una società consumista e distratta dove gli obiettivi principali sono studiare per poi avere successo nel lavoro, guadagnare e, infine, costruire un nucleo familiare basato sugli stessi principi. La colonna sonora di Eddie Vedder (Pearl Jam) si integra perfettamente nel film sceneggiato e diretto dal sempre più incisivo Sean Penn; su tutte una menzione per l’arpeggio delicato di Guaranteed, brano toccante e ricorrente in più fasi del film.

La meta di Chris è l’Alaska ma prima di raggiungerla dovrà peregrinare per gran parte degli Stati Uniti, conoscere persone completamente diverse, con cui stringerà rapporti intensi ma non certo lunghi e con le quali avrà scambi profondi e irrinunciabili. Poi solo la solitudine, solo le montagne severe e infinite. Solo il rumore del vento e dell’acqua che saranno testimoni della sua storia così particolare e, ai nostri occhi, bizzarra. Ma finito il film lo spettatore più sensibile non potrà fare a meno di pensare che forse è la logica, l’educazione e lo stile di vita che ci inculcano, fin dai primi anni delle nostre vite, ad essere bizzarro e viene da riflettere su fatto che, probabilmente, sarebbe necessario volare via dai percorsi prestabiliti e già percorsi mille altre volte da chissà quanti prima di noi per provare qualcosa di più complesso. Abbandonare una pista battuta per rischiare e capire. Camminare quindi non più nelle strade che ben conosciamo ma into the wild e capire realmente il significato del nostro essere e, ammesso che esista, lo scopo di esso. Molti faranno questo ragionamento, certo, ma probabilmente nessuno abbandonerà un domani già visto e conosciuto di cui, inevitabilmente, ci fidiamo di più.
Che scappare è difficile, lo sappiamo. Ma stare da soli lo è ancora di più.

La felicità è reale soltanto se condivisa.
Chris.


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