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Federico Braconi ha partecipato per noi ad un incontro con Charlie Kaufman (sceneggiatore di film come Essere John Malkovich e Se mi lasci ti cancello) nell'ambito del Biografilm Festival di Bologna.

Incontro con Charlie Kaufman

di Federico Braconi

Incontro con Charlie Kaufman
Charlie Kaufman, la star, deve ancora arrivare. Il BIOGRAFILM FESTIVAL, intanto, ci propone una novità assoluta nel campo dei festival. Una roba nuova, totale, che rivoluzionerà il modo di guardare, percepire ed esperire il cinema: ti porti il PC da casa (!!).
Saremo una settantina di persone quì, nella sala dove di solito vengo a studiare, ad aspettare Mr C.K. Sto scrivendo nell' attesa, perché, come dicevo ho il mio pc e le mie cuffie, e piuttosto che non far niente...

Singolare siparietto all'ingresso (fila lentissima, nonostante la poca affluenza di pubblico,che corrisponde – orientativamente - circa all'1% del pubblico dei fedelissimi di Gigi d' Alessio). Comunque, paghiamo per entrare (12 eurini sonanti) e, non solo abbiamo la fortuna e la possibilità di vedere un film sul nostro pc, ma ci fanno aspettare, senza spiegarci il perché.
Il siparietto all' ingresso, dicevo. Arrivo e la tipa della “reception” mi fa:

- Sei master?
- Ah, guardi, non lo so...
- Ah ok, allora non sei master
(tipo indovinelli
da film dei servizi segreti, dov'è Al Pacino?)
ti chiami?
- Federico Braconi
- Allora Federico, ti do questa busta - che ti chiedo di
non aprire - e anche questa paletta
(con la faccia
di Kaufman a dimensione naturale, ndr) che ti chiedo
di nascondere...
- … e basta??
- Sì
- sorriso.

Sono ancora qui che scrivo che eccoti un omaccione con una telecamera mastodontica. Inizia a chiedere a tutti di cosa si trattasse questo incontro, filmando. Non so come la prendereste voi ma... va be c'è il silenzio adesso, lasciamo perdere che è meglio....

[...]

Ok, adesso siamo a mente fresca (tutti quanti) e abbiamo visto tutta la serata. Abbiamo un quadro completo della situazione, finalmente. Qui in Italia, pare d'aver capito, c'è una causa legale tra distributori per accertare l'esatta proprietà del film di Kaufman. Ed ecco spiegato il mistero dei nostri PC. Nella busta c'era, insieme all'immancabile attestato di partecipazione (sic!), l'edizione britannica del film Sineddoche senza sottotitoli (che, ringraziando Dio, non si è autodistrutta dopo 20 secondi). Il presentatore ci spiega che era l'unico modo per poter guardare il film in presenza dell'autore. Il DVD del film infatti era automaticamente nostro e, guardare un proprio film – dovunque - è perfettamente legale. Specialmente in inglese senza sottotitoli. Lì non trovi veramente nessun finanziere così infame che possa trovare da ridire.

“Bene signori, ora vi chiedo anche una cortesia. E' stato molto difficile portare il signor Kaufman qui. Avevamo pensato di fargli un piccolo omaggio...avete visto le vostre palette, avevamo pensato, per citare il suo Been John Malkovic di fargli trovare davanti la sua faccia, riprodotta in decine di copie: io gli chiederò se GENTILMENTE può chiudere un attimo gli occhi e...” va be', avete capito.

Ed ecco che lo fanno già entrare. Applausi.
Sale sul palco. Applausi.
Saluta tutti. Applausi.
Consegna di premi vari. Applausi.
- Charlie, vorrei chiederti se CORTESEMENTE puoi
chiudere un attimo gli occhi...
. Imbarazzo.

Ecco, un attimo.
Mi è capitato una miriade di volte nella mia vita di vedere delle figure di merda. E' notoriamente il “singolo” che fa figure di merda di fronte alla “massa”. Cioè uno fa qualcosa e suscita l'ilarità altrui e si trova in imbarazzo. E' una cosa normale, antica e tradizionale come l'A.S. Roma, eterna seconda.
Qui però è diverso. Per la prima volta nella mia vita ho assistito (e credo di essere un privilegiato, per questo) ad una “massa” che, oggettivamente, fa una figura di merda davanti a un “singolo”: all'abbassamento delle palette, con le quali la maggior parte dei presenti si sarebbe volentieri continuata a nascondere, dopo aver collettivamente citato Been John Malkovic, spopolavano quelle belle gote appena arrossate e quegli sguardi bassi e schivi tipici dei ragazzini appena beccati dalla nonna con una copia di Playboy in mano, nel più totale imbarazzo generale.. E subito il presentatore, dall'alto del suo sorriso, subito:
- eh già!! non c'avevamo pensato!!! con le palette in
mano, non si può applaudire!! SCUSACI CHARLIE! Dobbiamo
sempre farci riconoscere...

Ha detto proprio così, ve lo giuro, cioè, non solo ci aveva costretto a fare una figura da pesciaroli (con tutto il rispetto) in settanta di fronte ad uno solo, ma si era anche scusato di non aver potuto coronare la citazione con un applauso!!

Bene, ringraziamenti, ancora convenevoli, e l'autore che dà il play alla platea. E ognuno in isolamento con le sue cuffie....
e ce ne sarebbero di cose da dire: dalle palette che vengono platealmente sventolate a mo' di ventaglio alla faccia della faccia di Kaufman, alla signora ingioiellata radical chic che si toglie le scarpe mentre il più grande sceneggiatore di Hollywood spende due parole ma - ci dicono - che su internet i pezzi devono essere corti e facilmente fruibili. E che è già un miracolo se qualcuno sia arrivato a leggere fino a qui. Concludo: se ne avete tempo e voglia guardate le opere di Kaufman, scaricatele, trovatele, ne vale la pena secondo noi. È, e rimane, un genio, anche se stasera, purtroppo, non gli hanno dato modo di confermarlo dal vivo.

Però c'è rimasta una paletta e un attestato di partecipazione.


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Tag per questo articolo: scrittura racconto biografilm festival charlie kaufman sceneggiatura il ladro di orchidee essere john malkovich