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Per i lettori di Paper Street ancora il meglio del cinema orientale direttamente dal Far East Film Festival di Udine.

The Acresses - E J-yong

di Giorgio Placereani

The Acresses - E J-yong Il miglior film coreano del Far East Film Festival 2010 di Udine è The Actesses, firmato da quel regista sempre degno di nota che è E J-yong (An Affair, Untold Scandal, Dasepo Naughty Girls). Si tratta di un falso documentario su una sessione fotografica con sei famose attrici coreane – dai 20 ai 60 anni – che devono apparire insieme sulla copertina natalizia di Vogue. L'idea di queste sei attrici autentiche che recitano la parte di se stesse, ed evidentemente vi arpeggiano elaborando in modo fictional la propria storia e realtà (le sei condividono col regista i credits per la sceneggiatura) è eccellente; le protagoniste sono eccezionali nel ruolo e il contesto della sessione fotografica è messo in scena in modo perfetto: l'intrecciarsi di realtà e finzione crea un effetto realistico stupefacente.

Il film è un omaggio all'eterna specificità dell'attore: la sua capacitò di mettersi in gioco (didascalia iniziale: “A questo mondo ci sono maschi, femmine e attrici”). Per le sei dive, bloccate nell'attesa che arrivino certi gioielli necessari necessari per le foto, è tutto un discutere, bere, litigare, progettare film insieme, andarsene incazzate, discutere sull'età (la grande preoccupazione per un'attrice), perdersi nei ricordi, ridere, piangere, incantarsi per la neve fuori. Si rivelano amicizie, antipatie, una saggezza vissuta che sembra cinismo (Yoon Yeo-jung, la più anziana), strani soprassalti di aggressività. La mdp a mano di Hong Gyeong-pyo fa un eccellente lavoro, ora cogliendo “di nascosto” le scene fino a farsi dimenticare, ora diventando personaggio, come nelle scene al tavolo del trucco, quando si intrufola e cerca di spiare dietro le spalle degli astanti. Ne emergono un ritratto dell'attrice coreana sul piano sociale, un saggio sulla fotografia, una commedia drammatica di psicologie.

Questa sorta di psicodramma che è “The Actresses” ha un padre putativo ideale: non si può non pensare a George Cukor. Certo, il maestro americano non ha mai tentato un simile esperimento di mix fra realtà e finzione; nondimeno, la somiglianza – come gioco di donne e magnifico palleggio, e come verità psicologica che emerge dai tempi morti – è impressionante. Proseguendo sulla linea di questa suggestione, potremmo vedere Yoon Yeo-jung (che emerge come la stella più brillante di questa costellazione) come una vera Bette Davis coreana.


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Tag per questo articolo: cinema orientale udine giorgio placereani far east film festival cinema coreano e j-yong attrici george cukor