Torna l'appuntamento con le anticipazioni dei migliori prodotti del cinema d'estremo oriente grazie a Giorgio Placereani, direttamente dal Far East Film Festival di Udine.
di Giorgio Placereani
Fra i film visti al Far East Film 2010 di Udine, nella selezione coreana non mancava (genere sempre gradito) un kolossal catastrofico: Haeundae di Youn Jo-gyun, in cui un mega-tsunami investe la zona balneare di Haeundae, che appartiene alla città di Busan, la seconda città della Corea (sede, per inciso, di un importantissimo festival cinematografico, cui però non si accenna nel film). L'apporto della computer graphic è ovviamente funzionale nelle scene del disastro, mentre nella parte iniziale appare un po' ridondante (i cineasti coreani, si sa, userebbero la computer graphic anche per l'inquadratura di un cartello stradale).
Il cinema catastrofico è rigorosamente un cinema a due tempi. Prima pone la situazione di pace, solitamente facendoci conoscere una serie di protagonisti in montaggio alternato; qui non guasta inserire un'incarnazione scientifica del personaggio sempre tragico di Cassandra; in seguito il film deve distruggere la situazione di pace che ha creato, allo stesso modo dei modellini che ha costruito, scaraventando i suoi protagonisti in mezzo alla distruzione.
I coreani, però, hanno evidentemente capito che un disaster movie non deve per forza esaurirsi - hollywoodianamente - nell'“immagine del disastro” condita con un pizzico di moralità (come 2012 di Roland Emmerich). Il quadro iniziale può essere molto più articolato. Se già in passato il grande Bong Joon-ho aveva trasformato il film di mostri, col bestione gigante che si scaglia sulla gente, in un apologo commovente, articolato e complesso (The Host), a un livello certamente inferiore Youn Jo-gyun fa propria questa lezione per il film catastrofico.
L'originalità di Haeundae infatti sta nell'ampiezza e nella vivacità del quadro. Il film ha all'inizio un andamento quasi da comedy: vediamo anche quello che si potrebbe definire “il salvataggio in mare più pazzo del mondo” (del resto, non per nulla Youn è stato regista, anni fa, di un capolavoro della commedia demenziale quale Sex Is Zero). Poi, con l'erompere del disastro, il film si unifica sotto il segno del mélo dichiarato, con una sua mistica del sacrificio molto orientale.