di Egidio Greco
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Tre vicende: una coppia in crisi, tre vecchi rivoluzionari e due poliziotti (un vecchio ispettore e una giovane agente). E un finale in cui tutto è ricondotto a unità. Questo romanzo ha un taglio fortemente storico, ancor maggiore, se possibile, di certi altri scritti dell' ex membro della Juventude Comunista costretto all'esilio da Pinochet; è anche molto filosofico,con tesi personali e forti sul rapporto tra anarchismo e comunismo e sul nesso non sempre veritiero tra legge e giustizia.
Il passato riaffiora spesso, nel ricordo di quasi tutti i personaggi; Sepulveda si dimostra anche in questa sua opera ancorato con una forza incredibile a quel 11 settembre, del 1973 però, in cui Salvador Allende, morendo, si portò via le speranze di cambiamento di una intera generazione cilena. E gli esuli, al ritorno dopo tanti anni in patria, vivono un secondo esilio, persino più crudele: l’esilio in una patria modificata dai vent’anni di dittatura.
Il romanzo si legge d'un fiato, meglio se con in sottofondo l'acqua della pioggia che fuori lava il mondo e un bicchiere di buon vino davanti.