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Donne - Charles Bukowski

di Alessandro Re

Donne - Charles Bukowski Se siete tra quelli che guardano “Amici” di Maria De Filippi, se amate i libri(?) di Federico Moccia, se andate matti per le frasi sdolcinate e i finali strappalacrime dei film italiani, smettetela ora di leggere. Donne (1978) non fa per voi. Non ce n’è di romanticismo, di baci al chiaro di luna, di amori perfetti, di ragazze come angeli… niente di tutto questo. Ci sono Henry Chinaski e le donne. E chi ha già letto qualcosa di Charles Bukowski sa già come va a finire quando un uomo di cinquant’anni, che non fa l’amore da quattro, si trova solo con una donna. Anzi, con più donne. Perché ce ne sono davvero tante, in questo libro. Sullo sfondo abbiamo un’esistenza randagia, la classica vita da “artista maledetto” fatta di alcool, arte e miseria. In primo piano abbiamo invece Henry Chinaski e le sue scopate. Tutte. Da quelle gloriose a quelle miserabili. Tutto crudo, ovviamente. Niente ricami né mezze parole. Un realismo quasi spaventoso. Terribilmente affascinante. Un realismo tanto preciso da eccitare il lettore, da portarlo lì, ai bordi del letto. Uno stile spregiudicato che ha permesso a Charles Bukowski di emergere tra le centinaia e centinaia di scrittori contemporanei.

Henry Chinaski ha appena lasciato il lavoro alle poste per lanciarsi nella carriera di scrittore. Poesie, alcool, viaggi, reading in giro per l’America e soprattutto donne. Più corpo che anima. La trama neanche c’è. Ma è lo stile che conta. È lo stile che salva.

È lo stile a fare la differenza. A rendere un collage di scopate un piccolo capolavoro.

“Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.”


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Tag per questo articolo: los angeles bukowski donne chinaski autobiografia sesso alcolismo