staff
archivio
festival
band project
mi ricordo... sì io mi ricordo
paper street story

La redazione di Paper Street dà il benvenuto ad Alessandro Re che collaborerà alla nostra sezione libri.

Post Office - Charles Bukowski

di Alessandro Re

Post Office - Charles Bukowski Charles Bukowski si ama o si odia. Non lo si legge. Non puoi rimanere indifferente. Nel mezzo. Al centro. Né destra né sinistra. Né bene né male. Charles Bukowski ti costringe a prendere una posizione. Amarlo o odiarlo. È per via del suo stile asciutto. Povero. Grezzo. Diretto. Niente favole né amori impossibili. Charles Bukowski racconta vita. La sua. E le vite sono belle o brutte. Non sono mai niente.

Post Office (1971) è il primo romanzo dello scrittore e poeta statunitense. È la storia di un postino, Henry Chinaski, suo alter ego, diviso tra il lavoro alle Poste, le donne e le corse di cavalli. Il libro corre attraverso le relazioni che il protagonista intrattiene con alcune donne. Da Betty – forse la donna ideale di Henry Chinaski – che lo lascia a causa dei suoi ripetuti tradimenti, a Joyce – la ricca ninfomane texana – che lo scarica dopo essersi innamorata di un collega. Da Vi – collega alle Poste, passando per May Lou – una stupenda sgualdrina che seduce uomini per poi derubarli con l’aiuto del compagno Hector – ed arrivando a Fay – l’hippy intellettuale che soddisferà grazie a Chinaski il suo desiderio di avere un figlio. Non c’è una storia di fondo. Un messaggio. Una morale. C’è soltanto stile. Uno stile di scrittura. Uno stile di vita. Uno stile di vedere le cose. Di affrontarle. Di reagire loro. È uno stile volgare. Schietto. Sporco. Sincero. La buccia che nasconde la polpa. Uno stile che colpisce, quasi fosse un pugno in pieno viso. Niente a che vedere con tutti quei libri che leggi e che poi dimentichi. Quei libri che sono mode che scompaiono. Charles Bukowski ti lascia sempre qualcosa, una volta finito di leggere. E non è una favola. O un’idea. O un aforisma. È tutto se stesso. Non è la storia a contare, ma il modo in cui l’ha scritta. Lo stile, appunto. Perché “se hai stile hai il tuo metodo che continua mentre tutte le cose vacillano” (tratto da Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, 1997). Se ami Bukowski ami i suoi libri. Se odi i suoi libri odi Bukowski. Sono la stessa cosa. Per questo, se dovessi essere in cerca di un amico – o di un nemico, ti consiglierei di leggere Post Office. Charles Bukowski in persona.

“Se andassi dagli psichiatri e scoprissi dove si incrociano tutti i miei fili, raddrizzassi tutti i miei fili, beh, probabilmente comincerei a dare le manatine ai bambini sulla testa, a sorridere ai meli, e andrei di sopra a scrivere e scriverei porcherie che nessuno vorrebbe leggere, perché sarebbe quello che tutti dicono o fanno o fingono di dire e di fare. Quando vado di sopra a scrivere è quello che sono adesso, incorrotto. Me stesso.”
(tratto da Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, 1997)


Henry Charles Bukowski Jr. (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994) è stato un romanziere e poeta statunitense. Figlio di madre tedesca e padre americano, si trasferì a Baltimora all’età di 3 anni. Nel 1930 la famiglia si trasferisce di nuovo, questa volta a Los Angeles. È qui che cresce il piccolo Bukowski. Un’infanzia turbolenta, fatta di violenza e discriminazione, ne modella la personalità solitaria e riservata, sviluppando in lui un’indifferenza alla vita e alla gente. Ancora giovanissimo, trova nell’alcool un modo per fuggire agli orrori della vita in famiglia, al padre autoritario e repressivo che lo picchiava con violenza quando Charles gli disubbidiva. A 39 anni viene assunto per la prima volta all’ufficio postale di Los Angeles. Vive da poeta maledetto, in camere inabitabili situate nei quartieri più malfamati della città. La sua fama di letterato comincia a 48 anni, nel 1968, quando John Martin pubblicò cinque delle sue poesie come volantini. Nel 1971 arrivò il suo primo romanzo: Post Office. Da qui cominciò la sua carriera di artista che arriverà a vantare un totale di oltre sessanta libri tra romanzi, racconti e poesie. Henry Charles Bukowski Jr. muore nel 1994 a San Pedro, California, stroncato da una leucemia fulminante poco dopo aver terminato di scrivere Pulp, il suo ultimo lavoro.

Questo per quanto riguarda Bukowski – lo scrittore. Se invece ti affascina Charles – l’uomo, non ti resta che leggere un suo libro.


Scrivi un commento

condividi su Facebook   condividi su Twitter   condividi su MySpace   condividi su Windows Live


Tag per questo articolo: