di Giacomo Lamborizio e Lucio Laugelli
A quasi dieci anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, latitante e condannato in via definitiva per corruzione e finanziamenti illeciti, sale all'onore delle cronache nazionali il dibattito sulla figura storica e politica dell'ex leader del Psi e Presidente del Consiglio suscitato dalla proposta della giunta comunale di Milano di intitolargli una piazza. La redazione di Paper Street prende spunto da questo dibattito e dalla contemporanea decisione (già ratificata) della commissione toponomastica comunale della nostra città, Alessandria, di intitolare a Craxi e ad Almirante due vie per dichiarare la propria ferma contrarietà a queste decisioni.
La storia da sempre è stata fatta dai vincitori e in Italia oggi i vincitori parlano con la voce di Augusto Minzolini, il direttore del Tg1 che a Craxi ha dedicato ieri un editoriale definendolo statista, figura fondamentale della storia d'Italia e vittima innocente delle circostanze e delle manovre politiche della magistratura. Essere stato uno statista e fare parte della storia nazionale non è condizione sufficiente per accedere alla santificazione memoriale insita nella dedica di uno spazio pubblico, nella storia d'Italia si può entrare molto spesso dalla parte sbagliata e questo a nostro avviso ha fatto Craxi. La nostra testata rifiuta in toto il revisionismo storico proposto da questa maggioranza attraverso portavoce senza stile e senza cultura storica come Minzolini. Non vogliamo nella nostra città Via Craxi, simbolo di tutto quello che di marcio c'è stato e continua ad esserci nel rapporto tra classe politica e popolo italiano; e non vogliamo Largo Almirante, prima giovane gerarca fascista e poi padre del neofascismo del dopoguerra, vero insulto ai valori della resistenza a cui tanto ha contribuito proprio la nostra provincia.
Ricordiamo pure i Craxi e gli Almirante, per non vederli mai più.
Qui l'editoriale del Tg1 Di ieri
Qui i gruppi di facebook a cui vi invitiamo ad aderire:
Via Almirante ad Alessandria? No grazie.
NO VIA CRAXI AD ALESSANDRIA.