Con Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Kelly Reilly
USA, Gran Bretagna, Australia, 2009.
Azione – 2h 08'
di Giacomo Lamborizio
Torna Guy Ritchie nelle sale a circa un anno dall'ottimo RocknRolla e lo fa abbandonando le familiari atmosfere della mala londinese per lanciarsi in una spericolata rivisitazione di Sherlock Holmes, il celeberrimo investigatore della Londra vittoriana creato dalla penna di Conan Doyle, certamente uno dei miti fondativi della moderna identità britannica. La premessa fondamentale a questa recensione è che io non ho mai letto un romanzo di Sherlock Holmes, sul quale le mie conoscenze si riducono a poche nozioni da bignami: logica deduttiva, cocaina, violino, Baker Street, elementare Watson. La premessa sulla mia quasi assoluta verginità culturale è doverosa proprio perché a mio avviso un occhio il più possibile vergine è una condizione necessaria per apprezzare questo film. Lo Sherlock di Ritchie è un testo che va preso a sé stante, per cui mettetevi comodi in poltrona, sospendete il (pre)giudizio e godetevi lo spettacolo. Perché merita.
Downey jr è Sherlock Holmes, geniale e incasinato investigatore in grado di dedurre dai più apparentemente insignificanti indizi l'intero teorema alla base dei più intricati enigmi criminali e capace, oltre a questo, di fare a botte come Van Damme. Al fianco del fedele dottor Watson (Law) è riuscito a fare impiccare Lord Blackwood, aristocratico occultista e assassino di giovani fanciulle. Blackwood però se ne esce dalla tomba e continua le sue oscure trame mentre il popolo sprofonda nel panico. Solo la fredda logica di Holmes (supremo campione del positivismo filosofico) può fermarlo, la scienza salva il mondo dalle tenebre del pregiudizio (almeno nell'arte).
Ritchie, salvandone il metodo, stravolge l'immagine canonica dell'investigatore vittoriano consegnandoci grazie ad un ancora una volta grandissimo Robert Downey Jr un Holmes figlio dell'Uomo Ragno, del Dottor House e della Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore. Sherlock Holmes è un film d'azione che tiene per due ore incollati alle sedie, pieno di trovate ingegnose, recitato benissimo dai protagonisti e girato come pochi in questo momento riescono a fare. Guy Ritchie è tecnicamente fenomenale, ci sono sequenze e movimenti di macchina in questo film che bastano a dimostrarlo, e anche questa volta firma un'opera di altissimo livello. Al cinema con i suoi film ci si diverte, non so cosa ci possa essere di più importante di questo in sede di giudizio critico ma evidentemente non sono dello stesso avviso la maggior parte dei critici italiani che lo accolgono sempre a pesci in faccia.
Come in RocknRolla il finale promette seguiti e noi di Paper Street saremo al cinema ad aspettarli. Lasciateci divertire.