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Un film per raccontare tutto il Jacko che ci siamo persi.

This is it - Kenny Ortega

Con MIcheal Jackson-
USA, 2009.
Documentario - 1h 51'.

di Gabriele Guglielmi

This is it - Kenny Ortega "Questo è tutto!" annunciava Michael Jackson il 5 marzo scorso durante un'affollata conferenza stampa (350 giornalisti, 7000 fan). Si riferiva, però, al titolo che avrebbe avuto il suo nuovo tour: ben cinquanta concerti presso l'O2 Arena di Londra. "This is it", il docu-film uscito nelle sale di tutto il mondo il 28 ottobre, è proprio il racconto della preparazione di quella che doveva essere l'ultima impresa on-stage di Jacko. Il regista Kenny Ortega, che era già direttore creativo del "This is it Tour", crea un sapiente collage di scene ritagliate dalle oltre cento ore di riprese dietro le quinte e ci regala degli assaggi di quello che doveva essere l'evento musicale dell'anno. Un concerto-kolossal in cui, tra ritmate coreografie e filmati dal taglio decisamente cinematografico (nel vero stile di Jackson), il Re del Pop avrebbe riproposto alcuni dei suoi successi. Così dalla marziale They don't care about us si passa alle atmosfere ovattate di Human nature, dagli zombie di Thriller e dalle denunce ambientaliste di Earth song fino alla propositiva Man in the mirror. Le note delle canzoni si mischiano poi con le voci di coloro che avrebbero condiviso il palco con Jacko: i ballerini, i coristi, i musicisti e lo stesso Ortega.

Se il film ha un pregio allora, oltre a quello di essere una macchina sforna-soldi per la Sony, è quello di mostrare l'altro Michael Jackson. Non l'animale da palco e l'idolo delle folle a cui siamo abituati, ma nemmeno il Peter Pan complessato e viziato delle interviste di qualche anno fa, rimesse in onda in occasione della sua morte. Qui lo sguardo va sull'artista, sul professionista che la musica, oltre a farla, la conosce (qualità sempre più sconosciuta di questi tempi in ambito discografico). Dai frammenti filmati, che catturano i momenti delle prove per il concerto, emerge come Jackson godesse di un'autorità artistica che aveva radici ben più salde di quelle che può dare la semplice fama. Inoltre si può vedere come partecipasse attivamente ad ogni fase della costruzione di quella che doveva essere la magia del suo spettacolo (dalla valutazione personale dei ballerini accorsi ai casting da tutto il mondo, alle riprese dei corti tematici correlati a diversi brani, tra i quali quello di Smooth criminal).

Insomma, "This is it" è un film sicuramente per i fan, come recita la dedica iniziale, ma non solo. Se non altro perché aggiunge un tassello al ritratto di uno dei più importanti artisti pop degli ultimi decenni. Certo, dietro di esso c'è lo sfruttamento dell'immagine di Jackson sull'onda emotiva che la fine prematura del cantante ha generato: la Sony ha pagato 60 milioni di dollari per acquistare i diritti di queste riprese. Gli incassi però, come era prevedibile, lo premiano: 145 milioni di euro in totale, 45 solo negli Stati Uniti, e siamo solo a metà della scalata dal momento che il ritiro dalle sale è stato posticipato di altre due settimane. In Italia la risposta del pubblico è stata forse più fredda che altrove: si è parlato di cinema vuoti nelle grandi città e nelle scorso weekend il film è sceso al sesto posto nella classifica dei più visti. Nonostante tutto però, "This is it" si è già guadagnato un primato: è il film musicale che ha raggiunto l'incasso più alto di sempre, surclassando il precedente record di "Hannah Montana" (71 milioni di dollari). I fedeli del Re del Pop quindi non hanno voltato le spalle al loro mito, ma soprattutto non dovranno preoccuparsi di restare a lungo a digiuno di novità su di lui. La fabbrica Jackson non ha smesso di funzionare (sembrerebbe, infatti, che molti siano ancora i pezzi inediti che l'artista in questi ultimi anni ha registrato), per cui this is it, ma solo per ora.


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