La redazione di Paper Street dà il benvenuto ad un nuovo collaboratore della sezione cinema, Francesco Pognante. Seguitelo anche sul suo blog LaFabbricaDeiSogni
USA, 2009
Animazione - 1h 31'
di Francesco Pognante
3 come numero 3, ma anche come 3d e come 30 milioni di euro. Quest’ultima è l’incredibile somma incassata dal film di animazione dei Blue Sky studios, proprietà Fox, record assoluto in Italia per un film “animato” da quando c’è l’euro, stracciati Madagascar 2 e persino il codice Da Vinci, e terzo incasso di sempre in termini assoluti. Il terzo capitolo delle avventure di Syd, Diego e soci giunge quindi in pompa magna sugli schermi italici (e non solo) e per la prima volta con l’ausilio del formato tridimensionale (con appositi occhialini).
Per questa avventura viene rispolverata un’idea non proprio fresca fresca, quella dei dinosauri, creature tanto estinte nella realtà quanto attive sul grande schermo. Pretesto per la solita rocambolesca peripezia in un mondo ostile e oscuro (citazioni dalla Divina Commedia di Dante), gli istinti paterni (o meglio materni?) del bradipo Sid, che si innamora suo malgrado di tre cuccioli di dinosauro, volendo a tutti i costi prendersi cura di loro nonostante l’improbabile connubio. Le conseguenze, ovvie, saranno le seguenti: ritorno di mamma dinosauro con il povero bradipo rapito e portato nel mondo di Jurassic Park, e conseguente spedizione di recupero degli amici Diego, e i due Lemure.
Dal punto di vista narrativo per il terzo appuntamento con l’era glaciale si rispolvera la formula di successo del secondo capitolo: trama debolissima basata su una spedizione/viaggio che rappresenta un pretesto per mettere in scena gag irresistibili, frecciatine ammiccanti e personaggi come sempre esilaranti. A questo proposito, la new entry Buck, una summa parodica di tutti i personaggi di avventurieri e esploratori, da Indiana Jones a Luke Skywalker, è davvero un jolly ben piazzato. Sempre più spazio è dato inoltre alle avventure dello scoiattolino Scrat, forse fin troppo in questo caso. A condire il tutto presenza massiccia di citazioni cinefile e letterarie, più o meno colte - la saga di Guere Stellari è probabilmente la “vittima” illustre più saccheggiata -, e l’immancabile sottotesto pedagogico, stavolta sul tema della maternità. E il 3d? L’effetto del tridimensionale nel plot si palesa in una massiccia presenza di scene movimentate e discese vertiginose, ma le differenze con la versione normale non sono tali da giustificare la spesa in più (e il livello di dettaglio e coinvolgimento è molto alto anche nella proiezione in 2d).
Con la sua idea di cinema puramente ludico, fatto di comicità slapstick e di singole gag incollate l’una con l’altra da un’esile trama, L’era glaciale 3 è più che altro un attrazione da parco tematico, se confrontato con i capolavori della Pixar. Non si fraintenda, ciò non vuole essere un commento denigratorio: siamo ai vertici dell’intrattenimento come arte puramente ricreativa. Che poi non si possa trovare nessun contenuto memorabile che possa essere ricordato tra 20 anni, quando le tecnologie correnti saranno già sorpassate, è un altro discorso, e non interessa (quasi) più a nessuno. Lasciamo questo onere (e onore) alla Pixar e a Miyazaki.
voto: 7 su 10