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La ragazza che giocava con il fuoco - Daniel Alfredson

di Lucio Laugelli

La ragazza che giocava con il fuoco - Daniel Alfredson Il secondo episodio tratto dalla tanto celebre trilogia “Millenium” di Stieg Larsson si intitola “La ragazza che giocava con il fuoco” e segue “Uomini che odiano le donne”.

Riassunti delle puntate precedenti.

Nella prima parte il mistero è legato al 1966 quando una ragazza di 16 anni scompare nel nulla durante una riunione della sua ricca famiglia. Lo zio, quarant’anni dopo, non riuscendo ancora a darsi pace chiama per indagare sull’accaduto Mikael Blomkvist un giornalista economico in crisi e un hacker tatuata (la protagonista Lisbeth Salander).

Ne “La ragazza che giocava con il fuoco” Lisbeth ritorna in Svezia dopo aver trascorso un anno all’estero (non vi dico il perché della sua lontananza altrimenti rovino la fine del primo lungometraggio). Quando viene sospettata per l’omicidio di un giornalista e di sua moglie Mikael Blomkvist deve fare tutto il possibile per raggiungerla prima che lo faccia la polizia.

Dopo aver visto il primo di questi thriller ambientanti in Svezia mi ero subito fatto prendere dall’intrico dei personaggi, dalla fotografia suggestiva e da un cast in gran forma. Tanto che appena uscita la seconda parte non ho esitato e sono tornato al cinema; le diverse critiche negative che distanziavano (attribuendo la colpa al cambio della regia) il primo dal secondo capitolo stroncando senza pietà quest’ultimo non mi hanno traviato. E meno male. Non riesco proprio a comprendere, talvolta, i meccanismi critici che portano a far scrivere determinati concetti: “La ragazza che giocava con il fuoco” è un buon thriller con un ritmo incalzante e dei personaggi ben curati. Certo la storia potrà sembrare forse un po’ meno avvincente rispetto a “Uomini che odiano le donne” ma è anche normale che in una trilogia il primo e l’ultimo capitolo siano più solidi di quello che sta in mezzo, quasi sempre il più debole (l’unica eccezione che mi viene in mente riguardo può essere legata ai Padrini di Coppola).

Insomma per chi vuole vedere del cinema di puro intrattenimento che tiene alta l’attenzione dello spettatore coinvolgendolo a pieno nella storia il film è perfetto.
Se invece cercate qualcosa di metafisico state alla larga da tutto ciò. E non scrivete poi fiumi di veleno riguardo: frustrati!







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Lucio [ 07/10/2009 ]
Grazie! Questa primavera ci spariamo anche il terzo


Greta [ 06/10/2009 ]
- recensione chiara e concisa!!! BRAVO


Tag per questo articolo: thriller giallo stieg larsson svezia lisbeth salander millennium trilogy violenza sulle donne stoccolma mikael blomkwist