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Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana - Tony Scott

Con Denzel Waschington, John Travolta, John Turturro, James Gandolfini.
USA, 2009
Thriller – 1h 48'

di Giovanni Pesce

Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana - Tony Scott Diciotto newyorkesi vengono presi in ostaggio in un vagone di un treno, dirottato da una banda di sequestratori guidata da uno psicopatico che si fa' chiamare Ryder. Walter Garber è addetto allo smistamento dei treni di una zona della metropolitana di New York e rischia di perdere il posto, accusato di aver intascato una tangente. Ryder ordina a Garber di mettersi velocemente in contatto col sindaco della metropoli: hanno un'ora di tempo per portargli dieci milioni di dollari altrimenti, per ogni minuto di ritardo, ucciderà un ostaggio.

Remake de Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent, Tony Scott ha ambientato la vicenda ai giorni nostri, aggiornandola. Il risultato è molto interessante: indubbiamente è un bel film d'azione, una disperata corsa contro il tempo, densa di adrenalina e di colpi di scena della migliore tradizione, con un bel gruppo d'attori e dei buoni dialoghi. Scott conosce bene lo spettatore medio dei suoi film, sa cosa vuole. Ecco allora il povero Garber, uomo comune travolto dalle circostanze che si scopre eroe per caso (occasione per Denzel Washington di dare sfoggio del suo talento); un antagonista psicopatico ma con uno scopo, che alterna momenti di drammatica euforia e di lucida ironia (buona l'interpretazione di Travolta anche se in certi momenti eccede e va un po' sopra le righe) e infine una morale che racchiuda il film, per far riflettere lo spettatore sul gesto di Ryder.

Quando il film è nel vivo dell'azione è perfetto, un ottimo esercizio di suspense, ma quando viene sorpassato il limite di tempo deciso dal sequestratore si perde un po' di tensione, in particolare nel finale, dove si vede il bolso Garber inseguire il bieco Ryder oltre che in certe battute dello stesso criminale. a volte esagerato col suo modo di fare messianico mentre insiste sulle colpe dei newyorkesi come se la sua missione fosse purificatrice. Indubbiamente questo è un rimando di Scott nei confronti dell'11 settembre, delle paure evidenti di subire un altro attentato ma è un tema che francamente, se ripetuto, perde tutto il suo valore e la sua importanza.

Il messaggio di Scott è comunque chiaro: non esistono più i buoni e per combattere i cattivi è necessario tentare di ritrovare la nostra parte migliore, quella moralità che sembra ormai andata persa.


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Mereghetti [ 01/10/2009 ]
Non sapevo fosse un remake! Condivido gran parte della sua analisi critica, a presto, il suo venerabile maestro Paolo Mereghetti


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