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66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Repo Chick – Alex Cox

Cast: Jaclyn Jonet, Miguel Sandoval, Chloe Webb, Rosanna Arquette
Durata: 90'

di Giovanni Pesce

Repo Chick – Alex Cox La ricca e viziata Pixxie De la Chasse deve assolutamente trovarsi un lavoro dopo che è stata diseredata dalla sua famiglia. Dopo aver fatto conoscenza con il "repo man" Arizona Gray diventa anche lei una "recuperatrice"; ovvero il suo lavoro consiste nel recuperare i beni immobili, le automobili che le persone non possono più permettersi in seguito alla crisi dei mutui. Mentre è alla ricerca di un fantomatico treno fantasma, Pixxie finisce vittima di un complotto terroristico, che mira a distruggere tutti i campi da golf del pianeta.

Delirio puro. Alex Cox trascina lo spettatore in un mondo strampalato abitato da personaggi che sembrano usciti dalla penna di Lewis Carroll o dalla mente di David Lynch. Realizzato con un procedimento particolare, utilizzando come sfondo dei modellini e spesso dei disegni animati, è una pellicola dove prevale una sola cosa: la noia. Il mondo di Pixxie è variopinto e folle ma non trasmette nulla e non lascia esterefatti, anzi verrebbe da consigliare al regista di assumere meno droghe e di concentrarsi di più sulla trama e sui dialoghi, francamente risibili.

La critica alla società americana ha lo stesso effetto di un sassolino scagliato nel mare: è lieve e non graffia, anzi getta ancora più nel ridicolo un film già imbarazzante anche senza questo elemento (il tema dei campi da golf come problema ambientale era plausibile, poteva essere originale ma doveva essere sviluppato diversamente, con maggior impatto).

Ma il fattore comico deriva assolutamente dall'interpretazione degli attori: la protagonista, per quanto sensuale e lolitesca, scimmiotta Paris Hilton con mossettine degne della peggior Pamela Prati e non si capisce come Rosanna Arquette, attrice che ha lavorato con registi del calibro di Tarantino e Besson, abbia accettato di recitare in questo film. Stendo un velo pietoso sugli altri personaggi, una fiera di freak della società dall'aria sconvolta e assieme assente.

Alla fine della proiezione il pubblico era esterefatto; nessun elogio e nessuna critica, questo per evidenziare quanto sia difficile giudicare una pellicola del genere. A questo punto mi auguro che il signor Cox si riprenda e cominci a scrivere e a dirigere film con meno ambizioni, anche per preservare la salute mentale degli spettatori e per diminuire il numero dei loro sbadigli.


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