Fernanda Pivano
(Genova, 18 luglio 1917 - Milano, 18 agosto 2009)
"Mi hanno attaccata per non aver mai valutato i libri, ma io mi sono limitata ad amarli, non a valutarli: questo lavoro lo lascio ai professori"
Giornalista, scrittrice e traduttrice. Protagonista per sessant´anni della scena culturale italiana che deve alla sua instancabile opera di divulgatrice della cultura americana la traduzione e pubblicazione di alcuni dei più influenti capolavori del secolo. Diplomatasi a Torino con Cesare Pavese come professore, sotto la sua guida nel 1943 traduce per Einaudi la prima edizione italiana dell´Antologia di Spoon River, raccolta di poesie di Edgar Lee Masters. Il testo fu fatto circolare con il nome di S. River per ingannare la censura fascista mentre la successiva traduzione dell´Addio alle armi di Hemingway le costò il carcere. Dalla generazione perduta di Hemingway e Fitzgerald passando per la Beat Generation fino agli ultimi talenti della narrativa americana Wallace, Ellis, McInerney sono stati tutti tradotti o introdotti per la prima volta al pubblico italiano da Fernanda. Amica di molti degli scrittori sopracitati, era molto legata soprattutto a Hemingway e Kerouac. Charles Bukowski raccontava che era l´unica ospite per cui acquistava bevande analcoliche e nel suo frigo c´era sempre del succo di mirtillo per quando lo andava a trovare. Proprio alla Pivano Bukowski rilasciò la sua più lunga, personale e intensa intervista, "Quel che mi importa è grattarmi sotto le ascelle", pubblicata da Feltrinelli. Per avvicinarsi al suo mondo e alla sua vita impareggiabile vi consiglio la bella raccolta di Bompiani "Viaggio Americano" che raccoglie testimonianze, introduzioni, ricordi e aneddoti su tutti i principali protagonisti della cultura americana dell´ultimo secolo.