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Plastic Siorai, 001

di Andrea Livraghi

Plastic Siorai, 001 Con il suo ritornello da cantare a squarciagola e la sua morbida linea di basso, “Riflesso” si presenta come buon biglietto da visita per questo ambizioso lavoro del gruppo torinese. I Plastics Siorai si muovono con disinvoltura tra beat elettronici ben studiati e potenti linee melodiche. Ne sono una conferma “Pensieri di Santi” e “Untitled”, forse il pezzo migliore dell'Ep, una gemma da ascoltare e riascoltare, in cui si notano buone capacità compositive e un sound caratterizzato dalla splendida voce di Paola, spruzzi di musica d'ambiente e una malinconia di fondo.

I Plastics combinano con sapienza e cura certosina i loro frammenti sonori creando atmosfere emozionanti. Linee di sinths roboanti non fanno che aggiungere altri lati brillanti a un poliedro dalle molte facce. I sinths possono suonare troppo “preset di Fruity Loops”, le batterie “troppo gelide”: questione di gusti, che non interferisce con una produzione impeccabile. Un po’ più di divagazione sperimentale mi avrebbe fatto gridare (almeno dentro di me) al (quasi)capolavoro. Per adesso mi limito a segnalare tre giovani pieni di talento che si sono eccessivamente adagiati su sonorità elettroniche nostrane e anni 90.
Una poltrona, ahimè, troppo comoda e troppo consumata.


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