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Rocknrolla - Guy Ritchie

Con Gerard Butler, Tom Wilkinson, Thandie Newton, Mark Strong
Regno Unito, 2008
Azione – 1h 54'

di Lucio Laugelli

Rocknrolla - Guy Ritchie Per un amante del genere, come lo è il sottoscritto, la visione dell’ultimo film di Guy Ritchie, intitolato semplicemente “RocknRolla”, è paragonabile ad una grande mangiata in un ottimo ristorante. Appagato, saturo, soddisfatto: così mi sono sentito subito dopo essere uscito dal Multisala dove veniva proiettato questo gangster-pulp-noir movie. Un mix sapiente di più generi che sa di ritorno alle origini per l’ex marito di Madonna: se infatti avevate apprezzato “Lock and Stock” e “The Snatch” sicuramente non potrete che innamorarvi pure di questa storia. Chi ama questo cinema infatti ama “RocknRolla”: un film esplosivo, dove c’è tutto: boss intransigenti, bellezze mozzafiato, scagnozzi indistruttibili, sparatorie, vicende criminali che si intersecano l’una con l’altra, su diversi piani, e che fanno apparire la trama prima di difficile comprensione quindi chiara ma imprevedibile.

Girando ancora una volta le vicende in una Londra cinica, dispersiva, che si dimostra essere sempre di più la capitale del mondo, il regista si affida ad un ottimo cast: su tutti Tom Wilkinson (un vecchio boss onnipotente) e Mark Strong (il suo braccio destro, un gangster che - lo coglierà subito lo spettatore più preparato - non può non far tornare alla mente Jimmy il Santo, protagonista di un altro grande gangstermovie del 1995: “Cosa fare a Denver quando sei morto”). La sinossi, voglio raccontarvela il meno possibile, affronta un vecchio tema, rinnovandolo: i pesci piccoli che provano a fregare i pesci grossi da cui si sentono sfruttati. E poi una donna che scombina le carte, un figlio di papà viziato, drogato, rocker (da lui deriva il titolo del lungometraggio) aggiungeteci imprevisti, equivoci e giochi di potere e il quadro è completo.

Se gli anni novanta erano stati “Pulp Fiction” ora sono arrivati i tempi di “Rocknrolla” cui seguiranno, inevitabilmente, altri capitoli: chiarissimo il finale a riguardo. Menzione speciale per i grafici e i disegnatori che hanno curato i titoli di testa e l’animazione finale. Cos’altro posso dirvi per incensare questo film? Un montaggio velocissimo (a volte forse un po’ troppo da video-clip), centoquattordici minuti che passano in un lampo, tanti personaggi caricaturali e classici (rivisitati in una chiave attuale), una colonna sonora che gasa il pubblico nei momenti giusti e anche un immancabile umorismo cinico e brillante.
Più Guy Ritchie per tutti.


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Tag per questo articolo: pulp gangster movie azione guy ritchie mark strong tom wilkinson gerard butler