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Il Caso dell'infedele Klara - Roberto Faenza

Con Claudio Santamaria, Laura Chiatti, Iain Glein
Italia, 2009
Drammatico

di Giovanni Pesce

Il Caso dell'infedele Klara - Roberto Faenza "Guardati dalla gelosia, è un mostro dagli occhi verdi che si fa beffe della carne di cui si nutre".
Questo verso è tratto dall'opera simbolo della gelosia, l'"Otello" di William Shakespeare ma paragonare uno dei più grandi capolavori del teatro con l'ultimo film di Faenza sarebbe, oltre che ridicolo, un gravissimo insulto.
La pellicola, tratta dall'omonimo romanzo di Michal Wievegh, si svolge a Praga e narra di Luca, un musicista italiano (l'insipido Santamaria), tormentato da una maniacale forma di gelosia nei confronti della sua fidanzata Klara (una disinibita Laura Chiatti). Il giovane si rivolge ad un'agenzia investigativa, il cui titolare Denis (Il monoespressivo Iain Glein) assume personalmente il caso e inizia a spiare Klara nella speranza di trovare una traccia, un indizio della sua infedeltà. L'investigatore però non riesce a raccogliere nessuna prova ma questo non basta a Luca, che diventa sempre più ossessivo e morboso, costringendo Denis a seguire Klara sino a Venezia, dove si reca per un progetto con l'università. Ma il fascino della giovane studentessa non lascia indifferente neanche l'esperto investigatore.
Roberto Faenza è un apprezzato regista, autore di film belli e impegnati come Prendimi l'anima e I giorni dell'abbandono ma Il caso dell'infedele Klara si è rivelato una delusione. Innanzitutto Faenza non dice nulla di nuovo su un tema già più volte abusato in altre pellicole, anzi cerca di esplorarne l'aspetto psicologico insinuando dubbi che nella sue intenzioni dovrebbero essere amletici, ma che risultano essere di una banalità sconfortante (e se la vittima fosse il traditore? dice Denis a Luca).
La sceneggiatura è esile, i dialoghi non sono all'altezza delle situazioni e di certe trovate non si capisce il senso (che ruolo ha nella vicenda il bambino silenzioso che suona la fisarmonica? Che cosa dovrebbe simboleggiare?). Ma più di qualunque cosa sono risibili le interpretazioni: gli attori hanno una sola espressione, sembrano spaesati e, non riuscendo a sopperire alla loro scadente recitazione, si spogliano. Fallisce anche il tentativo di rendere la città di Praga un personaggio attivo della vicenda visto che viene ripresa con un occhio freddo e distaccato.
La confezione del film sembra fatta per il mercato estero, un deludente film da esportazione in cui abbondano le scene di nudo (in particolare della generosa Laura Chiatti e della moglie di Denis) ma è un erotismo volgare, non certo elegante e raffinato. Forse le premesse per fare un buon film c'erano ma regia, sceneggiatura e recitazione non ne sono state all'altezza e hanno innescato una reazione a catena all'insegna del peggio e del già visto.


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