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Il dubbio - John Patrick Shanley

Con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams

di Gabriele Massaro

Il dubbio - John Patrick Shanley New York, 1964. Mentre tutto intorno a loro il mondo e la Chiesa stanno cambiando – meno di un anno prima il presidente Kennedy è stato ucciso a Dallas e il Concilio Vaticano II è in pieno svolgimento – nella scuola cattolica di St. Nicholas si confrontano/scontrano due figure antitetiche. Da una parte la rigida suor Aloysius, integerrima preside che in più di un'occasione sfocia in vere e proprie intolleranze, e dall'altra il progressista Padre Flynn, prete moderato che cerca una nuova via per arrivare ai fedeli. In particolare ai ragazzi e le ragazze, studenti dell'istituto, che saranno gli adulti del futuro. A mediare tra le due “ingombranti” figure vi è suor James, giovane ed entusiasta del suo lavoro d'insegnante. Che, se non proprio un vaso di coccio di manzoniana memoria, è certamente il personaggio meno granitico nei propri convincimenti.

Quindi quello in cui è più probabile che lo spettatore, trovandosi in possesso delle sue stesse (ambigue) informazioni, si identifichi. Le attenzioni che padre Flynn dedica ai ragazzi, in particolare al primo studente nero ospitato nell'istituto, sono coerenti con il suo compito di educatore o lo travalicano per sfociare in qualcosa di ben più morboso? Su questo dubbio, oggi come ieri di drammatica attualità, si regge l'intera architettura della pellicola scritta e diretta da John Patrick Shanley, che ha rielaborato per il grande schermo la sua omonima piece teatrale – in scena in Italia per la regia di Sergio Castellitto e l'interpretazione di Stefano Accorsi e Lucilla Morlacchi – vincitrice nel 2005 del Pulitzer per la drammaturgia e del Tony award (importante premio teatrale, ndr.)

Essendo per l'appunto un testo nato per i palcoscenici, ne “sconta” i limiti (che, nelle giuste mani, possono diventare anche virtù) conseguenti. Estremamente verboso ed ambientato quasi interamente in pochi claustrofobici ambienti, che certo non ne favoriscono dinamicità e fluidità d'azione, Il dubbio non è un film per tutti. Non lo è, principalmente, per chi ama uscire dalla sala con ben chiaro in mente chi è “il buono” e chi “il cattivo”, chi rappresenta “il bene” e chi “il male”. Questo ipotetico spettatore qui non troverà pane per i suoi denti. Ma tutti gli altri potranno godersi le performance, al solito magistrali, di Philip Seymour Hoffman e Meryl Streep. Qui affiancati dalla sempre più convincente Amy Adams (Come d'incanto) nelle vesti di suor James e da una misurata e straordinariamente dignitosa Viola Davis (Solaris, Disturbia) nel ruolo della madre del ragazzo insidiato. Uno splendido poker attoriale giustamente nominato agli Oscar, così come la sceneggiatura “non originale” (poiché tratta da un'opera teatrale da lui stesso scritta) di Shanley. Per completare la pioggia di candidature nelle categorie più importanti mancherebbe solo quella per la regia.

Ma, visto l'(ab)uso di inquadrature sghembe e irritanti campi/controcampi da parte dell'acerbo (al suo attivo solo la direzione di Joe contro il vulcano) regista, ottenere anche quella sarebbe stato davvero troppo anche per i potenti uffici della Miramax, che produce l'opera.

VOTO AL FILM: 7,5/10


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Tag per questo articolo: drammatico recensione meryl streep teatro premio pulitzer philip seymour hoffman amy adams chiesa cattolica new york