di Gabriele Guglielmi
Entrato nella sala del cinema davvero non sapevo cosa aspettarmi da questo film. Certo la primissima scena è di quelle che ti fa ironicamente esclamare "Cominciamo bene!". Parlando però seriamente direi che ciò che contraddistingue la pellicola è un profondo senso di attesa. Innanzitutto attesa per lo spettatore di capirci qualcosa. Mi spiego: i piani temporali si mischiano continuamente, il personaggio principale (Ben, ovvero Will Smith) è una figura estremamente ambigua che agisce secondo logiche ovviamente tenute nascoste fino alla fine. Insomma, continui a stare seduto su quella poltrona col dubbio di essere tu così ottuso da non comprendere il senso di ciò che viene proiettato.
L'attesa però è anche quella di espiazione di Ben, è quella di Emily per avere un cuore nuovo e non difettoso come il suo, è quella delle sette anime del titolo per un qualcosa che cambi loro la vita. Ed è in questa attesa che tutto si fa sfuocato ed ovattato. C'è un forte senso di incompletezza che destabilizza. Sarà dunque per questo e per tutti necessario il drammatico gesto finale di Ben. Esso, pur nella sua crudezza, ristabilisce un equilibrio spezzato, ripara un meccanismo che si era inceppato (proprio come per la vecchia macchina stampatrice fuori uso che Emily tiene nel garage).
Non mi dilungo perché alcuni potrebbero ancora non aver visto il film. Faccio ancora presente però l'intensa interpretazione di un Will Smith un poco dimagrito che sostiene bene il suo difficile ruolo mantenendolo per così dire "sospeso" al punto giusto. Brava anche Rosario Dawson (Emily) che trova un giusto feeling con l'attore protagonista e conferisce l'appropriata carica di drammaticità e allo stesso tempo leggerezza al suo personaggio (una ragazza malata di cuore).
Ottima anche la scelta della colonna sonora nella quale peraltro è inserito un brano ("The crisis") che il maestro Ennio Morricone compose per il film di Tornatore "La leggenda del pianista sull'oceano". Per la serie: la bella musica rimane e può essere "riutilizzata" in contesti del tutto diversi senza perdere la propria efficacia e la propria intrinseca energia.