In un anno abbiamo raccolto circa 200 articoli. Eravamo presenti, con i nostri accrediti stampa, a Festival sparsi per tutto il nord Italia scrivendo in anteprima le nostre opinioni riguardante il film, il libro o l’album di turno.
L’Associazione Culturale omonima e i suoi soci ci stanno permettendo un appoggio fondamentale da parte delle Istituzioni che sostengono le attività e le iniziative culturali. Grazie a Band Project abbiamo instaurato un legame (e uno scambio) con gruppi musicali di tutti i generi che hanno aderito alla cosa da Genova a Cagliari passando per Firenze.
Ora che è partito Morning Glory, un progetto legato anch’esso alla promozione di musica emergente, possiamo dirci soddisfatti di quel che abbiamo realizzato nell’arco di questo primo anno. Siamo per lo più studenti universitari che si occupano della rivista solo part-time e direi che quel che ne sta venendo fuori non è niente male.
Ora che abbiamo anche lanciato il Blog e il MySpace che, insieme a tutto il resto promuoverà il nostro lavoro, non ci resta che aspettare e continuare cercando di fare sempre meglio. Si deve riuscire a portare il proprio pensiero (che sia sotto forma di recensione, racconto o poesia) ad un numero di lettori sempre maggiore e non ci si può ancora accontentare.
Non mi resta che salutarvi augurando buon compleanno a Paper Street e a tutti noi che l’abbiamo costruito, riga dopo riga, e quindi auguri anche a…
Danilo Arona, il nostro direttore responsabile, per la fiducia e la disponibilità.
Tommaso Quagli che programma e aggiorna con cura e continuità.
Davide Onida che ha inventato il logo e disegnato le nostre pagine.
La redazione che scrive a volte da Alessandria a volte da Milano (Giacomo Lamborizio, Giovanni Pesce) da Londra (Luca Robotti e Alessandro Gandini) da Bologna (Federico Braconi e il sottoscritto). E tutti gli altri collaboratori, in particolare le new entry, come Filippo Lechiara (che tra disegni e locandine ci sta dando un bell’aiuto) ed Elisa Giuliano che continuerà a fotografare per noi.
Ringrazio infine Alessandro Russo che sta facendo un ottimo lavoro per quanto riguarda Morning Glory sperando che, di anno in anno, si possa dar maggior eco e prestigio al progetto.
Si può, lungo gli anni, avanzare a gonfie vele, cadere e poi - a seconda - rialzarsi o restare per terra, ma non deve essere male aver dato vita a qualcosa, e stagione dopo stagione, in solitudine o affiancati da qualcuno, continuare a vedere che c’è.
E non importerà essere arrivati primi o ultimi, essere entusiasti o afflitti dalle proprie giornate perché ogni tanto, girandoci, la rivedremo. Non sarà niente di che, certo, e probabilmente non cambierà molto il nostro stato d’animo ma in fondo ci farà piacere ricordarla.
Lucio Laugelli