Il punto della situazione

Parliamoci chiaro Paper Street. Ogni volta che esce un film, un libro, un album ma anche ogni volta che viene celebrato un festival c’è chi in modo più veloce, professionale, competente e retribuito ne parla e ne scrive. Il fatto è che non è facile imporsi in uno spazio così immenso come il mondo dell’arte, in tutte le sue rappresentazioni e forme. Anche per questo sito vale lo stesso discorso: è evidente che un lettore qualunque se vuole avere un’idea precisa su una pellicola o su una canzone si appella alla wikipedia di turno o opta per un sito granitico e vastissimo come può essere quello di Mymovies o del Cinematografo ma è anche vero che creare una piccola vetrina per scrivere e raccontare delle nostre passioni, per dire la nostra è comunque importante; cercare di andare oltre il blog o lo space di turno e nell’epoca in cui viviamo, sempre più dominata da internet, in cui tutti si raccontano si può provare ad articolare uno spazio web come questa “via della carta” che, da pochi mesi on-line, si è promessa di fornire un punto di vista in più. Un’altra prospettiva, certo una delle tante ma non importa se i nostri racconti, le nostre recensioni per ora fanno riferimento ad un pubblico non vastissimo o comunque non troppo variegato. E allora cerchiamo di migliorare ciò che scriviamo e di aumentare la mole di materiale on-line sperando che sia un percorso utile per chi si vuole avvicinare al mondo della musica, del cinema, della letteratura o per chi già ci è dentro fino al collo. Ringraziando quindi tutto lo staff per ciò che ha fatto e continuerà a fare approfitto per esprimere un pensiero personale: cerchiamo, come fin ora NON abbiamo fatto, di non limitarci a raccontare una trama, esprimere un parere e comporre quindi un testo che si omologa a quelli (più o meno belli) già disponibili nel web o su carta ma proviamo a cercare un percorso più informale e a creare dei testi non classici e standard a cui siamo tutti abituati. Perché certo è importante forgiare un’altra prospettiva (la nostra!) ma se invece si omologa a mille altre, se non propone niente di nuovo certamente è fine a se stessa, poco utile e non ci darà molta soddisfazione. Parliamoci chiaro Paper Street: per migliorare bisogna essere più innovativi, inventare uno sguardo diverso, senza certo perdere un barlume di razionalità e di coerenza in ciò che si pensa e si scrive. Altrimenti siamo su un binario morto come le centinaia di siti incompiuti o off-line, come i blog e gli spaces abbandonati. C’è una canzone notissima dei Bealtes che si intitola Hey Jude e che si è rivelata geniale proprio perché al termine del brano un motivo splendido attacca e prosegue per diversi minuti distruggendo i canoni musicali a cui si era abituati a quei tempi; cercare quindi di diventare come quelle note che completano un capolavoro musicale e terminano dopo sette minuti. Anche se, in chi l’ascolta, potrebbero non finire mai.

Lucio Laugelli