I`ll buy a rain forest - Cinemambiente 2011
Si è svolto a Torino, tra il 31 maggio ed il 5 giugno, il 14°CINEMAMBIENTE - Environmental Film Festival. L'evento si è tenuto per il secondo anno consecutivo a ridosso della giornata mondiale dell'ambiente (5 giugno) e ha scelto come simbolo la gru (fatta con la tecnica dell'origami) per solidarietà nei confronti dei recenti avvenimenti spiacevoli accaduti in Giappone ( ma riguardanti tutto il mondo, soprattutto noi italiani data la prossimità del referendum).
Nonostante i tagli alla cultura l'evento è stato organizzato egregiamente, ospitando come presidente della giuria addirittura il regista statunitense Michael Cimino, oltre a Paola Maugeri e Mario Tozzi (giusto per citare le figure più note a noi italiani) e già dalla prima giornata c'è stato un positivissimo riscontro del pubblico, continuato praticamente per tutta la settimana (spero non solo per il fatto che è un evento completamente gratuito).
I film scelti quest'anno hanno avuto come tematiche predominanti il nucleare, il cattivo smaltimento dei rifiuti, lo spreco di cibo e, in ultimo, le foreste, a cui è dedicato l'anno 2011. Data la mia impossibilità di onnipresenza ho potuto vedere solamente una parte delle 100 opere proiettate (ricordo che il cinema Massimo ha 3 sale e spesso si è proiettato in più sale contemporaneamente); quelle da cui sono rimasto più affascinato sono "Vertige d'une rencontre" di Jean-Michael Bertrand, che nonostante la sua forte connotazione poetica non è riuscito a vincere nulla (nemmeno una menzione qualunque) e da "I Bought a Rainforest" di Jacob Andrén, che ha acceso in me (e suppongo anche in molti altri spettatori) la voglia di contribuire all'acquisto di una foresta pluviale…anche qua nulla di nulla in quanto a premi-riconoscimenti.
Di notevole impatto anche "Polvere" di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller, presentato in anteprima mondiale che, partendo dal processo in corso a Torino contro la multinazionale Eternit (responsabile di almeno 3000 morti a Casale Monferrato) arriva fino al Brasile e all'India, dove l'industria dell'amianto è tuttora attiva; i due registi si sono aggiudicati premio speciale e menzione speciale nel concorso documentari italiani. Riguardo al vincitore assoluto "There Once Was an Island" (nella categoria concorso internazionale documentari) il mio giudizio è senz'altro più che positivo: ha sicuramente affrontato un tema molto drammatico e di cui tutti dovremmo essere al corrente (si parla della progressiva scomparsa degli atolli in Polinesia, causa riscaldamento globale, e della conseguente difficoltà da parte degli abitanti dell'isola di accettare una nuova vita lontani dal proprio mondo) ma ritengo che pecchi della troppa somiglianza con "Sun Come Up" - film presente l'anno scorso allo stesso festival e che fu tra i candidati all'OSCAR 2011 come miglior documentario.
Concludo questo brevissimo articolo ringraziando tutto lo staff del Cinemambiente, che si prende carico di un compito così importante e fondamentale quale quello di sensibilizzare riguardo alle tematiche ambientali e sociali che spesso, per pigrizia e assuefazione da una vita frenetica e veloce, ignoriamo e/o sottovalutiamo. Inoltre, consiglio la visione di "Of Forests and Men", filmato finanziato dalle Nazioni Unite e realizzato da Yann Arthus-Bertrand (regista dello straordinario "Home") proprio in occasione dell'Anno Internazionale delle Foreste, il quale suona, a mio giudizio, come un invito a riflettere e ad agire attivamente affinché la deforestazione e l'inquinamento si limitino il più possibile…ognuno di noi è indispensabile, nel suo singolo, affinché le cose cambino!
Quindi siamo tutti invitati ad aderire o, se non interessati, a continuare a postare stronzate e futilità su facebook.



