Uncomfortable - Lucio Laugelli #2
Le feste mondane seguono dei codici di comportamento ben precisi a cui corrispondono archetipi sociali ben precisi. Dentro ci sta di tutto: dall'artista mancato/fallito alla coppia annoiata alla ubriacona di turno. Personaggi spesso detestabili che siamo soliti ritrovare nelle occasioni da salotto, più o meno buono.
Uncomfortable ci mette in questa situazione: attraversiamo, in maniera effettivamente poco confortevole, una galleria di maschere e tipologie umane alle prese con la messa in scena del proprio essere, nel tentativo di risaltare sugli altri invitati. I personaggi inseriti in questo contesto riescono a rappresentare abbastanza fedelmente le specie sociali protagoniste di questi tragicomici siparietti in società.
Laugelli riesce così nell'intento di dar vita a questo ritratto moderno, spingendo ogni tanto sul grottesco, ogni tanto sull'assurdo (esilarante il personaggio di Bruno, afflitto da un disturbo bipolare che lo costringe pirandellaniamente a non mascherare il suo pensiero, portando con se le verità che gli altri ipocritamente nascondono su loro stessi) ma con in mente sempre un modello di riferimento, quel Woody Allen che ha fatto del dialogo brillante e cinico la summa della sua arte.
Sempre rispettosamente, Laugelli insegue il maestro, lo cita ad inizio opera, tenta di scavare nelle relazioni alla sua maniera e si può dire che l'omaggio è conseguito con successo.
Questa è solo la prima parte di una trilogia: giusta scelta per una storia che merita ampio respiro, con la speranza che si confermino le buone impressioni iniziali.



