Pirati dei caraibi: oltre i confini del mare - Rob Marshall
Una nuova avventura per il capitano Jack Sparrow (Johnny Deep) che, persa la Perla Nera, ritrova Angelica (Penelope Cruz), una donna che in passato sedusse e abbandonò e che ora, nelle vesti di pirata, è tornata per scoprire la leggendaria Fonte della Giovinezza.
Solo Jack sembra sapere dove si trova. Angelica lo costringe a salire sulla Queen’s Anne Revenge, la nave del pirata Barbanera (Ian McShane) e inizia così un viaggio che li porterà oltre i confini del mare, attraverso sirene diaboliche e fughe roccamboilesche. Alle loro calcagne anche lo storico nemico di Jack: Barbosa (Geoffrey Rush) ora entrato nelle fila dei soldati di sua Maestà.
Più che Pirata dei Caraibi, sembra Pirata delle Hawaii (le isole del Pacifico sono una location più economica) e a parte la solita ricerca della giovinezza eterna, le sirene che ammaliano i marinai, gli zombie, l’ammutinamento della ciurma, che lasciano una sorta di impressione di déjà vù nello spettatore, questo quarto capitolo della saga più remunerativa della storia del cinema è godibile quanto i capitoli precedenti. Una sorta di Jack Sparrow Show, dove i momenti più divertenti sono quelli in cui il bizzarro capitano duetta con l’acerrimo e simpatico nemico Barbosa. Persi la Knightley e Bloom, acquistata la Cruz, in difetto però di una sotto trama che possa, per un attimo, distrarre dalle imprese di Jack Sparrow.
Forse il tentativo di creare una nuova coppia si è spostato sul duo composto dalla sirena e il predicatore, entrambi molto belli. La Cruz, sebbene credibile nelle vesti di piratessa, non regge mai il confronto con la personalità ingombrante e il carisma di Deep che come al solito domina la scena.
Rispetto al capitolo numero tre, questo è indubbiamemnte più lineare, semplice e meno spettacolare, ma di ciò ne giova non solo lo spettatore più giovane, ma anche chi va a vedere l’ennesimo Pirata dei Caraibi solo perché desidera trascorrere due ore di pura evasione.



