Le avventure del Commissario Masciopiscio - Terza puntata
Le avventure del Commissario Masciopiscio
ovvero
i gialli mi hanno rotto i coglioni
by Paolo Merenda
Romanzo breve a puntate
1c. Mascio e Lupus parte terza
Il Dottor Masciopiscio, commissario, è uno di quegli sbirri che va in giro con l’orecchino e il bomber. Sembra un tossico. Da anni si infiltra nelle bande di spacciatori di mezza tacca per cercare di capire il capo dello smercio di cocaina nella sua città. Masciopiscio vive in una città grigia, sporca, piena di tossici, spacciatori e puttane.
Lupus fa poca strada e torna in città in un quarto d'ora. Parcheggia di fronte a una chiesa col tetto a punta, un orrendo edificio moderno con il crocefisso piantato sul tetto a mo' di antenna. Entra dal retro, scavalcando una colonia di gatti, e ad aspettarlo c'è un bel prete giovane e sbarbato. Don Paraculis se la intende coi rumeni spacciatori. Mascio ficca il Califfo in un cespuglio ed entra dalla parte opposta dell’edificio. Sente a malapena i due che parlano di altri tizi. Il prete sembra tosto. Il commissario inciampa in un candelone di dimensioni artistiche che gli casca proprio sull’unghia incarnita. Cazzo, la candela è stata svuotata e poi riempita di coca fino allo stoppino. Manco il tempo di accorgersi del casino combinato che già i due gli stanno alle spalle con la pistola puntata. Don Paraculis fa:
- Bene abbiamo una pecorella smarrita.
- Prete, è meglio che pensi bene a quel che fai se non vuoi che ti limi la canna della pistola, prima di ficcartela dove dico io. Sono un poliziotto, non fare cazzate.
- Polizia e Vaticano non sono mai andati d'accordo. (Il coglionazzo parla come un attore) Ora vieni con noi e in silenzio.
Mascio si ritrova nel bagagliaio del SUV. Lupus guida di merda, oppure lo fa apposta a pigliare ogni buca per cercare di rompergli la testa. Il prete non sta zitto un minuto. Non si capisce cosa dice perché il macchinone fa troppo casino. Sono tornati alla cascina del vecchio, che ovviamente è sempre lì intorno per farsi i cazzi degli altri, ma oggi non c'è. Il commissario, che sembra più un tossico che altro, non sa che sta per fare una brutta fine. Il rumeno e il prete sono pieni di coca e con gli occhi a palla lo spingono fino al fienile.
- Ora ti facciamo fuori, così la pianti di farti i cazzi degli altri, Dottor Cago & Piscio. Sappiamo che ci stai dietro da mesi.
- Vabbé, prima confessami Don Paraculis. Mi sono fatto un sacco di chiavate con tua madre.
- Bravo, insulta pure, sbirro dei miei coglioni.
- Oh, al seminario vi insegnano a parlare forbito eh...
- Hang the pope, Hang the pope!!!
Un urlo disumano interrompe il dialogo seguito da una mitragliata di bottiglie di vetro. Il prete si becca un calcione sulla faccia che lo fa svenire all’istante. Il rumeno è già per terra col cranio sanguinante. Mascio si ritrova davanti l’amico fattore, in canotta di lana e braghette stile Panatta, con in mano una pinta di Barbera.
- In nome del metal, Diofà! Pensa te, il prete che vuole far fuori uno sbirro... Oh Mascio, guarda che si sono riformati i Nuclear Assault, suonano a Milano, ci andiamo eh!



