Il cigno nero - Sveva Casati ModignaniI Montalto e la saga di una famiglia che ha fatto fortuna grazie all’editoria.

Passioni, intrighi, tradimenti , delusioni , quelle di Ester la moglie del potente Edison Montalto, e la madre di quattro figli, estremamente diversi tra loro: Gianni, Wally, Lola e soprattutto Emiliano, soprannominato il cigno nero, il primogenito e capostipite della famiglia Montalto, che decide di lasciare nelle mani della bella giornalista Arlette, un’intera fortuna.

E’ il racconto di più di cinquant’anni di vita fino all’epilogo finale, quando tutti i segreti verranno svelati.

Prendete tutti i cliché e luoghi comuni che avete in mente… suicidio, cancro, gravidanze, colpi di fulmine, figli illegittimi, colazioni a Parigi per conquistare un donna, la guerra come purificazione dai peccati, l’amore tra un tedesco ed un italiana durante il conflitto, un amore impossibile con un prete, gatti sornioni che dormono sul davanzale… dimentico qualcosa?

Ebbene mischiateli ad una buona prosa nata dalla mano di una scrittrice nota per aver un debole per le saghe famigliari fondate sulla forza di una vera e propria matriarca, e il risultato è: “Il cigno nero”.

Non mi aspettavo molto di più da un’autrice che può essere definita la Danielle Steel italiana, sebbene le riconosca il pregio di non essere così eccessivamente sdolcinata.

"Il cigno nero" non brilla certo in originalità, ma scorre, grazie soprattutto alla capacità della Modignani di creare intrighi e personaggi che in ultima analisi risultano piacevoli ed accattivanti, ma rispetto ad altri romanzi dell’autrice lombarda, indubbiamente più ben riusciti ("Anna dagli occhi verdi" o "Vico della duchessa") , “Il cigno nero” eccede in situazioni banali e talvolta al limite del credibile.


Selene Coccato