Ian Curtis, 30+1 anni fa
Ian Kevin Curtis
(Manchester, 15 luglio 1956 – Macclesfield, 18 maggio 1980)
18 maggio 1980
UK, Macclesfield,
77 di Barton Street
Guarda La Ballata di Stroszek di Werner Herzog che hai il suo stesso finale. La puntina si abbassa lentamente in modo meccanico mentre il vinile sul giradischi già ha raggiunto i giri che servono, il vinile va, The Idiot di Iggy Pop scorre, Sistermidnight, Nightclubbing, Funtime, Baby, China Girl, Dum Dum Boys, Tiny Girls, Mass Production, fino a che non finisce.
STOP.
Se gli inizi coi Joy Division erano di chiara matrice post-punk ma con radici riottose, dove parlare di fallimento era ancora proferito in maniera immediata e urgenza giovanile, figlia dell’amore per i concittadini Buzzcocks ma non solo, nipote di Iggy Pop, Velvet Underground e David Bowie ma il suo epilogo sarà più cupo, intriso di irreale sofferenza rarefatta e decadente. A prima vista si passa dal tracciato delle pulsazioni di una stella morente della copertina di Unknown Pleasures fino alla tomba della famiglia Appiani del cimitero Staglieno in Liguria di Closer.
I suoni si raffreddano, dando un senso di isolamento, si colpevolizza con la sua voce particolare e baritonale. Perennemente inetto nell’agire e nei rapporti sentimentali, le scosse epilettiche sempre più frequenti tanto che She’s Lost Control è quello, quando scopre che una ragazza che conosceva muore per un attacco epilettico, è quando non ti controlli più, una pelle cucita addosso che non si comanda. O ti blocca o ti muove ma non sei tu che decidi.
“Mentre stai guardando la vita in una stanza nuova che non conosci puoi annegare rapidamente, è questo l’inizio di tutto” (da Control di Antony Corbijn).
Così è stato in amore, giovane marito di Deborah, giovane padre di Natalie poi giovane traditore con la giornalista belga Annika Honorè. Azioni, reazioni e poi errori commessi, pesanti rimorsi, depressione incessante colpa dei medicinali, colpa della malattia, l’overdose di farmaci, la popolarità coi Joy Division cresce, cresce la pressione, lo stress e l’alcol.
Il divorzio ormai imminente, quando non puoi più tornare indietro.
Quando non ti fanno più tornare indietro.
Un tour negli USA che sarebbe, sarebbe partito il 19 Maggio 1980 se…
PLAY
...Dum Dum Boys, Tiny Girls, Mass Production, fino a che non finisce.
“E così è questa la stabilità,
l’orgoglio distrutto dall’amore.
Quello che prima era innocenza
ora non è più.
Su di me incombe una nube
che osserva ogni mio movimento,
nel ricordo nascosto
di quello che una volta
era amore.”
(da Control di Antony Corbijn)
Anticipa tutto in In A Lonely Place:
«La corda si tende e poi si spezza.
Un giorno moriremo nei vostri sogni.
Come vorrei tu fossi qui con me ora».
Ceremony invece è distesa e rassegnata fine:
«Fatti un’immagine di me e poi inizia ad osservare
Osservare per sempre, per sempre
Osservare l’amore crescere, per sempre
Rendermi partecipe, per sempre.»
Sarà l’ultima canzone composta dai Joy Division, suonata nell’ultimo live del 2 Maggio 1980 a Birmingham e primo singolo d’uscita dei post-Joy Division ossia i New Order in accoppiata alla b-side In A Lonely Place.
Una rastrelliera in cucina per stendere i panni,
la corda attaccata ad essa mette fine alle inquietudini e ai suoi turbamenti.
Sapete come finisce La Ballata di Stroszek di Werner Herzog?
Come nella realtà.
Suicidio del protagonista.
Ian Curtis cantava questo e questo sulla sua lapide è stato scritto:
«Love will tear us apart»
ed io aggiungo:
«again»



