Le avventure del Commissario Masciopiscio - Prima puntata
La redazione di Paper Street è fiera di presentarvi un nuovo esperimento di narrazione seriale. Da oggi pubblicheremo a puntate in esclusiva assoluta un romanzo breve del giovane autore emergente alessandrino Paolo Merenda. L'appuntamento è per tutti i mercoledì: buon viaggio nelle atmosfere noir e poliziottesche del racconto!
Le avventure del Commissario Masciopiscio
ovvero
i gialli mi hanno rotto i coglioni
by Paolo Merenda
Romanzo breve a puntate
1a. Mascio e Lupus parte prima
Il Dottor Masciopiscio, commissario, è uno di quegli sbirri che va in giro con l’orecchino e il bomber. Sembra un tossico. Da anni si infiltra nelle bande di spacciatori di mezza tacca per cercare di capire il capo dello smercio di cocaina nella sua città. Masciopiscio vive in una città grigia, sporca, piena di tossici, spacciatori e puttane.
Ogni tanto si chiede chi cazzo glielo fa fare di starsene lì. Da mesi sta seguendo un buttafuori di un noto locale alla moda. Appostato su una Micra verde tutta scassata, fuma mille sigarette, ingurgita cordiali di Candolini e ogni tanto si fa anche una striscia per stare sveglio. Vuole capire chi dà la roba al bestione. L’ominide della Security smercia ai clienti del locale, quasi tutti minorenni. Con quell’occhio guercio che si ritrova forse non vede il male che fa. Il problema è che questo, ogni giorno, esce dal lavoro e si chiude in casa; non si capisce quando e dove faccia rifornimento di roba, chi gli dà da mangiare e che vita sociale faccia al dì fuori della discoteca. Alle dieci è già di guardia, poi torna a casa alle sette del mattino, fresco come una rosa, si fionda in camera e ci sta fino all’ ora di cena. Eppure, cazzo, sta roba dovrà finirgli prima o poi.
Il commissario sa un bel po' sul giro di droga del locale perché se l’è fatto dire da una cliente. L’informazione gli è costata solo un paio di bevute. Una volta ubriaca, la tipa ha vuotato il sacco e il giorno dopo di sicuro non si ricordava più niente. Il bestione guercio della Security si fa chiamare Lupus ed è rumeno. Il suo datore di lavoro non s'interessa di quel che fanno i dipendenti, è troppo occupato a scopare ragazzine minorenni. Prima o poi anche lui pagherà le sue conseguenze karmiche. Ora Mascio deve concentrare le forze sull’ominide, senza farsi sgamare. Il coglione prima o poi sbaglierà. E' uno spacciatore, mica un premio Nobel.
Mascio ne ha le palle piene di passare al freddo notti in bianco sulla Micra che puzza di merda. I suoi vecchi gli avevano detto di pensarci bene prima di fare il poliziotto. Poteva tirare avanti col bar di famiglia.
Lupus sta uscendo di casa, stavolta verso una nuova direzione. E' troppo presto per andare al lavoro. Imbocca la statale che porta verso il castello di Marengo poi svolta verso la campagna, poco dopo l’industria chimica Sailexis. In una cascina mezza diroccata tiene il deposito della roba. Il tizio ha una serie di auto sfasciate nel cortile e le ha imbottite tutte di coca. Un vecchio in bici lo vede, i due si salutano dopodiché Lupus tira fuori dei soldi. Saranno per l’affitto della cascina, perché il vecchio non sembra tipo da reggere le pippate. Ha i piedi gonfi e sta in piedi per misericordia. Se il rumeno deve far fuori tutta sta roba prima di incontrare i suoi capi ci passa un anno. L’unica cosa è sperare che qualcosa vada storto. Tipo che uno stronzo col bomber, mimetizzato nel campo di grano, gli possa procurare qualche grattacapo. Ora che Lupus ha mostrato la sua tana qualcosa accadrà di sicuro. La polizia s'incazza.



