Terzo giorno di report dal Future Film Festival
Sabato 23 aprile
La giornata conclusiva della rassegna ha riservato ancora molte proposte degne di nota: dopo aver seguito la conferenza stampa di chiusura, dove si sono ancora una volta sottolineate le difficoltà organizzative da parte dei direttori Oscar Cusulich e Giulietta Fara, la nostra attenzione si è spostata su To, dal regista di Vexille, Fumihiko Sori. Versione animata di due capitoli del manga fantascientifico 2001 Nights, si distingue per la tecnica che rimanda al videoludico cel-shading, che dona a tutto un’atmosfera cartoonesca, anche se un pò monotona, specie nelle espressioni dei personaggi.
In Biblioteca Salaborsa, nel pomeriggio, si è tenuto forse uno degli eventi più interessanti di tutto il festival per la quantità (e qualità) di informazioni elargite al pubblico presente: Rango – The down and dirty on ILM’s first animated feature, dove, alla presenza di Maia Kayser, lead animator alla Industrial Light & Magic, si è sviscerato dall’interno Rango, il western d’animazione uscito pochi mesi fa che vede una lucertola abbastanza bizzara entrare in contatto con gli abitanti di Dirt, un villaggio che rimanda ai mitici luoghi della trilogia Leoniana. E’ stata l’occasione per approfondire le scelte visive dello studio americano, dalla volontà di realizzare un realismo fotografico e non fotorealistico all’incredibile lavoro sui personaggi, tutti caratterizzati in maniera maniacale, fino al particolare metodo di lavorazione con gli attori, i quali hanno recitato in studio come se fossero in una produzione live-action.
In serata, tempo di premiazioni al Teatro Duse in una sala gremita di pubblico: a dare il via, il premio Franco La Polla per la miglior tesi di laurea sui temi dell’animazione, della fantascienza, del fantasy e degli effetti visivi dell’anno passato, assegnato a... colui che ha scritto l’articolo che state leggendo, con la tesi dal titolo “I Mondi Invisibili della Pixar”. Grazie, grazie, potete sedervi adesso.
E’ stato poi il turno del Groupama Future Film Short, trofeo per i cortometraggi suddiviso in due categorie, il premio del pubblico, andato a The King And The Beaver, simpatica lotta per il territorio fra un re ed un castoro ed il premio della Provincia di Bologna, che ha visto anche in giuria Stefano Disegni, assegnato a Bottle di Kirsten Lepore, struggente storia d’amore in stop-motion fra due creature separate dall’oceano.
Da menzionare anche Rubika, secondo pari merito con Mobile per il premio del pubblico, geniale messa in scena di un mondo basato sul principio del famoso cubo che ha fatto impazzire tanti negli anni ’80.
Si giunge così al vincitore del Platinum Grand Prize, ottenuto da No Longer Human, film che abbiamo citato poche righe fa.
La serata si è conclusa con I Guardiani Del Destino – The Adjustment Bureau di George Nolfi, pellicola basata su un racconto breve di Philip K. Dick con protagonista un Matt Damon sulla via del successo politico e con la strada spianata verso la Casa Bianca, il quale scopre l’esistenza di alcuni strani figuri, dediti a modificare le vite delle persone per farle corrispondere ad un fantomatico “piano” deciso dall’alto. Quando scopre che il suo percorso non prevede una ragazza appena conosciuta e di cui si è follemente innamorato (Emily Blunt), cerca in tutti i modi di cambiare le cose. Una trasposizione riuscita che si pone in maniera non banale e meno chiassosa di altri film tratti dall’autore di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e La svastica sul sole.
Tirando le fila, l’edizione 2011 del Future Film Festival si è distinta per un programma ricco come al solito anche se, per motivi logistici e politici, impossibilitato ad essere in grande stile come gli altri anni. L’affluenza di pubblico ha comunque premiato le scelte della direzione, anche se non copiosa come in altre occasioni e la buona presenza di anteprime ha garantito comunque una panoramica esaustiva sugli ultimi trend del settore, oltre ad aver visto la presenza di importanti personalità, su tutti Luc Besson. Si spera che per il 2012 si riesca ad ottenere un budget più ampio per poter rilanciare il festival come merita, riportandolo all’attenzione del grande pubblico, evitando di trasformarlo in un evento di nicchia.




