Primo giorno di report dal Future Film Festival
Giovedì 21 aprile
L’ospite d’onore di quest’anno è stato Luc Besson, il popolare regista di Nikita e Il Quinto Elemento, a cui il FFF ha dedicato una retrospettiva dei suoi lavori: nel doppio incontro con stampa e pubblico, si è dimostrato in forma e generoso di aneddoti gustosi, toccando diversi argomenti, dal suo amore per l’ecologia e la voglia di sensibilizzare il pubblico verso la cura del nostro pianeta alla costante presenza della figura femminile nelle sue opere, da Leon ad Angel-A. L’occasione è stata propizia per presentare il terzo capitolo della saga d’animazione da lui curata negli ultimi anni, Arthur 3 – La guerra dei due mondi, discreta conclusione di un buon esempio di animazione digitale realizzata al di fuori degli USA. Il regista ha inoltre anticipato di volere ritornare presto al live-action, mettendo da parte momentaneamente la tecnica digitale nel suo lavoro.
Spostandoci dalla Biblioteca Salaborsa, splendida sede degli incontri e delle conferenze del festival, al Teatro Duse, luogo delle proiezioni della maggior parte della rassegna, abbiamo fatto conoscenza con Apa, simpatico cicerone del cortometraggio Apa alla scoperta di Bologna, realizzato per il Museo di Bologna nella tecnica stereoscopica, facendoci inforcare gli occhialini 3D e permettendoci di volare sulla città nello spazio e nel tempo, accompagnati dalla voce di Lucio Dalla, doppiatore del personaggio, presente alla proiezione del corto
La giornata si è conclusa con la première più attesa della giornata, World Invasion, l’ultimo kolossal hollywoodiano a far atterrare gli alieni sul nostro sventurato pianetucolo. Jonathan Liebesman racconta con uno stile davvero realistico e dettagliato l’epopea di un plotone di marines alle prese con un agguerrito battaglione extraterrestre nella città di Los Angeles, tanto da assumere spesso e volentieri le fattezze del war movie più che del film di fantascienza. Dopo le premesse iniziali che promettono qualcosa di diverso dal solito popcorn movie, World Invasion si rivela una delusione.
Se cercate l’intrattenimento scacciapensieri, avete trovato pane per i vostri denti: le scene di combattimento sono esplosive, dalla grande cura nei movimenti e nella coreografia del conflitto, ma dire che il film inanella tutti i clichè del genere con rara perizia, è dire poco.
Aggiungete una abbondante dose di “sana” retorica militaristica in stile USA e il gioco è fatto: io intanto mi riguardo District 9.




