Il cielo dell'AustraliaL'inglese parlato in Australia e' pieno di parole che sono nate solamente in questo continente.
Queste parole non le sentirete in nessun'altra nazione anglosassone e se vi capitasse di ripeterle altrove sareste solo presi in giro, ricordatevelo.
Alcune di queste possono sembrare strane, buffe, anche inutili in certi casi. Tuttavia ce ne sono altre che invece vi possono schiudere un intero e affascinante mondo.
Quest'ultimo e' il caso della parola di cui voglio parlarvi oggi: “outback”.
Quando si parla di “outback” in Australia ci si riferisce a tutto ciò che di diverso esiste rispetto alla tipica metropoli sulle coste oceaniche.
I deserti sabbiosi sono outback, le pianure aride sono outback, le zone delle foreste tropicali sono outback. Tutto ciò che all'australiano medio, cittadino, appare “fuori” e “dietro” è, appunto, outback.

Nessun australiano pronuncia mai la parola outback in totale indifferenza: questa infatti scatena nella gente le sensazioni e le emozioni più diverse. C'è chi l'accompagna col disprezzo, chi con un pizzico di disgusto e chi non può nascondere una qualche forma di timore reverenziale verso queste sterminate, selvagge, e a volte inospitali e pericolose terre. Il cittadino australiano medio non è molto diverso da quello europeo; ma gli abitanti dell'outback sono come le proprie terre: un mondo a parte.
Descrivere il loro stile di vita sarebbe lungo e complicato, e non è quel che mi interessa ora. Molti li vedono come selvaggi. A me piace definirli, con due parole, in questo modo: non selvaggi, ma selvatici. Non sono selvaggi perché, a ben vedere, non gli manca alcun comfort della cosiddetta “modernità”. Piuttosto sono selvatici, perché nati e cresciuti in simbiosi con la natura, non in mezzo a milioni di uomini.
Gli elementi che accomunano questa gente da Nord a Sud, da Est a Ovest sono una strana forma di claustrofobia, che si manifesta nel terrore per le città, i palazzoni e le vie affollate; e una malcelata e istintiva misantropia. Mi capita spesso di fermarmi a parlare con alcuni di loro, anche di cose personali. La loro ospitalità è pari a quella della gente dei paesi dell'Italia di una volta, ma nei loro occhi brilla e si riflette l'immensità dell'entroterra australiano, che non ha eguali in nessun luogo. Stare seduti su una roccia in riva a un fiume, di fronte alla savana, osservare la natura nella sua forma più puramente incontaminata fa sentire gli uomini, siano essi residenti o visitatori, parte di qualcosa, qualcosa di più grande.

Ricordo una sera di quasi due mesi fa. Mi trovavo a Broome, località turistica nello stato del Western Australia, celebre per la pesca delle perle. Stavo seduto all'ostello, birra in mano, palmizi e cielo stellato splendente sopra la testa. Parlavo con un compagno italiano, barba lunga e incolta, aria da santone e, ovviamente, di vita vissuta. Discutendo delle nostre esperienze nell'outback, a un certo punto disse una cosa che mi accese la luce, una cosa che non scorderò mai.

“Vedi Andrea, per me qui è diverso, quello che provi quando ti guardi attorno è diverso, c'è più cielo!”.

Tutto a un tratto mi sentii leggero, come se avessi finalmente definito e dato un nome a una sensazione fino a quel momento sempre fastidiosamente incombente, ma indescrivibile.
Ecco cos'era! Cazzo c'è più cielo! È così grande! Di notte, di giorno, non importa! Ti ci senti immerso, fino al fondo, sembra di nuotarci!
L'Australia attrae da decenni migranti, avventurieri e visitatori da tutto il mondo. E poi tanti ragazzi che ho incontrato lungo la strada, ognuno con radici diverse, esperienze diverse, fatte spesso di sofferenze ed esili volontari, tutti all'inseguimento di un piccolo - grande sogno personale.
Dentro questo cielo c'è spazio abbastanza per accogliere i sogni di tutti, siano semplicemente una vita meno afflitta dalle difficoltà economiche, o una straordinaria avventura on the road.
Qui si respira la fiducia, la passione per la Vita con la V maiuscola. E lungo il proprio cammino tutti potranno trovare qualcuno pronto a dare un passaggio, ospitalità, o qualsiasi cosa di cui si possa avere bisogno.
Soprattutto là fuori, nell'outback."


Andrea Riccobene