La versione di Barney - Mordecai Richler
Giunto ad una tarda età, reduce da tre matrimoni fallimentari, Barney Panofsky, rissoso produttore televisivo, decide di impugnare la penna per raccontare la sua versione dei fatti, ovvero la sua vita, e difendersi così dall'accusa di omicidio e da altre calunnie apparse all’interno del romanzo di uno dei suoi storici nemici: Terry McIver. Inizia così un viaggio fatto di divertenti digressioni e bizzarri episodi, che Barney, grazie ad un bicchiere di whisky e una boccata di Montecristo, ripercorre con ironia e grande sincerità. Dalle origini ebraiche di un quartiere di Montreal, alla Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, fino all’epilogo accompagnato da un velo di tristezza.
Se si riesce a superate l’inizio piuttosto ostico, il libro, poi, scivola via piacevolmente. Le numerosissime digressioni di Barney, che narra in prima persona gli eventi della sua vita senza un’apparente legame logico, rendono la lettura, inizialmente, piuttosto complessa, ma quando si entra nel ritmo della narrazione, quelle stesse digressioni diventano la linfa vitale del romanzo, la sua particolare, ciò che rendono il romanzo, un testo davvero eccezionale.
Barney è un personaggio “antipatico” sotto diversi punti di vista: rissoso, maleducato, egoista, non particolarmente acculturato, vizioso, ma è soprattutto un uomo vero, sincero verso se stesso e verso gli altri, non ha mai infatti mostrato né ipocrisia, né falsità nella sua vita, lui è quello che è: prendere o lasciare! E hanno “preso” Clara, la moglie della gioventù, l’artista, la pazza morta suicida; la Seconda Signora Panofsky, la moglie di facciata, durante il periodo adulto, una logorroica (fantastici i dialoghi con la madre!) ebrea di buona famiglia e senza alcun spessore. Infine Miriam, il grande amore di Barney, la madre dei suoi tre figli, la donna a cui Barney dedica l’intero racconto di se stesso.
“La versione di Barney” non è solo un racconto di vita, ma anche una vera e propria dichiarazione d’amore.
Un amore grande e perciò infelice, la parte più umana di un uomo che con sarcasmo e cinismo ha sempre nascosto la parte più sensibile di sé e che ora, giunto alla fine, desidera mettere ordine nel “casino” che la vita di tutti noi è.
Un romanzo vero, duro sotto certi aspetti, ma molto reale e il finale dolce amaro fa davvero commuovere.



