Hattori Hanzo - Eau De Punk
Tornano i samurai alessandrini della musica. L'odore del sudore maturato sul palco è stato elaborato in una raffinata essenza che ci regalano nel prezioso Eau de Punk.
Senza troppi giri di parole gli Hattori Hanzo sono in questo momento la migliore band dell'alessandrino. Non ce ne vogliano le altre band, qui non si discute di generi, gusti personali, simpatie/antipatie. L'uscita di Eau de Punk è l'ottima sintesi degli anni di duro lavoro musicale del gruppo e rappresenta un momento importante nella loro carriera. Non si parla di contratti discografici, passaggi radio/TV e simili (purtroppo) ma dell'ancora più importante maturità musicale che gli Hattori Hanzo hanno raggiunto.
Un CD interessante quindi, che racchiude in sé tutto l'Hattori Hanzo pensiero e lo esprime al proprio meglio sia musicalmente, sia a livello di testi. Le canzoni scorrono bene nel lettore cd e ti si attaccano in testa, buoni brani rock (alternative, indie, garage, etichettateli come volete) ben lontani dai suoni scontati che si sentono spesso in giro per lo stivale.
Si parte con "Se Io Faccio Godzilla Tu Mi Fai Il Giappone?" e i canoni della band vengono esplicitati immediatamente: tre accordi un fischio e parte una base ritmica solida a cui si aggrappano chitarre ruvide ed efficaci e valangate di ironia. Si prosegue con "Plancton", "Qui è Già Buio", "Trasparente" dove affiorano tensioni ed echi punk della scuola di Detroit (MC5, Stooges) che si fondono con le più contemporanee sonorità inglesi New Rave (di matrice comunque post-punk da cui potremmo citare dai Gang of Four in avanti). Arriva poi "Giulia è Nel Frigo!", uno dei pezzi più belli di Eau de Punk dove la band sfodera le sue carte migliori: immediatissima nei suoi due minuti e cinquanta e con parole e note che ti si attaccano in testa al primo ascolto. Ci si avvicina alla fine con "Crudele" dove sfoggiano il loro lato più hard-(rock) e chiudono con "Le Mie Giornate Di Marmo" dove Giulia viene sostituita da Sabrina (altra donna/stereotipo della filosofia Hattori Hanzo).
Ancora una traccia, che si stacca dalle altre ad album ormai concluso, un remix di "Dentro Questo Nero" a cura dell'Inspektor Ugo Fusco, una parentesi che ci regala ancora qualche minuto di Hattori Hanzo in una chiave inedita e divertente. Nel complesso un ottimo lavoro per una band che nel corso degli ultimi anni ha segnato il panorama locale spiccando soprattutto grazie agli ottimi live di cui sono capaci.




