Il Maestro e Margherita - Michail Bulgakov
Please allow me to introduce myself
I'm a man of wealth and taste […]
So if you meet me
Have some courtesy
Have some sympathy, and some taste
Use all your well-learned politesse
Or I'll lay your soul to waste, um yeah
Pleased to meet you
Hope you guessed my name, um yeah
( Jagger – Richards)
Michail Bulgakov cominciò a scrivere “Il Maestro e Margherita” alla fine degli anni ’20 del Novecento. Dopo una prima stesura distrutta nel 1930 per l’impossibilità di vederla pubblicata Bulgakov impiegò il restante decennio della sua vita a riscrivere e correggere, aiutato dalla moglie, quello che sarebbe diventato il suo romanzo più celebre e indiscusso capolavoro della letteratura del Novecento.
Nella primavera del 1930 a Mosca giunge sotto le spoglie di Woland, esperto di magia nera, Satana in persona. Il seguito del principe delle tenebre comincerà subito a farsi notare provocando una lunga serie di incidenti insoliti e inspiegabili dal senso comune dei moscoviti. Nel giro di pochi giorni la città è messa a soqquadro dai diabolici Fagotto, uno spilungone dall’aria trasandata, Azazello, terribile sicario orbo e sfigurato da una orrenda zanna, e Behemoth un gatto nero che parla e paga il biglietto sul tram.
Bulgakov satireggia in maniera feroce e geniale la società del suo tempo, obbiettivo delle perfidie degli agenti infernali sono i gretti e ottusi funzionari della burocrazia staliniana, in tutto il libro è messa alla berlina l’avidità, pochezza morale, inettitudine dei moscoviti.
Nel desolante panorama della società sovietica, in cui l’autore pare sbizzarrirsi a dipingere ogni possibile vizio, vivono la loro tormentata storia d’amore i protagonisti del romanzo. Il Maestro è uno scrittore emarginato e deriso dall’ambiente letterario ufficiale, esaurito dopo aver messo tutto sé stesso nella composizione di un romanzo su Ponzio Pilato poi rifiutato dalla censura. Margherita, la sua amante, è una donna che, secondo le aspettative della massa derisa da Bulgakov, dovrebbe essere felice poiché ha tutto. E’ giovane, bella, amata da un ricco marito, vive in un lussuoso appartamento in centro; tutto questo però non la soddisfa fin quando non trova in un incontro fatale l’amore assoluto e totalizzante per il Maestro.
Al momento della venuta di Woland a Mosca i due amanti si trovano irrimediabilmente separati, il Maestro ha distrutto la sua opera e si trova rinchiuso in manicomio mentre la sua Margherita lo piange come morto. Solo a questa infelice coppia Satana decide di accordare la sua benevolenza in una seconda parte di romanzo in cui riecheggia potente l’eco del Faust. Sarà Margherita a conquistare la salvezza per sé e per l’amato sostenendo la durissima prova a cui Woland la sottopone.
Romanzo sulla libertà intellettuale come bene inalienabile e dell’affermazione di sé attraverso l’arte, il Maestro e Margherita è un’opera di straordinaria denuncia contro tutti poteri, nello specifico lo stalinismo e la sua stolta rigidità ideologica, che tentano di imbrigliare la creatività e condizionare psicologicamente le persone.
La scrittura di Bulgakov è brillante, esilarante nel descrivere le imprese distruttive di Fagotto e Behemoth, magica nell’evocare la Gerusalemme di Pilato, potente e terribile nelle pagine faustiane della seconda parte.
Michail Bulgakov morì nel 1940 senza vedere pubblicato il suo capolavoro che andrà alle stampe in un’edizione comunque mutilata dalla censura solo nel 1966 in URRS; la prima edizione integrale esce in Germania l’anno dopo, del 1973 è la prima edizione completa in Unione Sovietica.



