Sucker Punch - Zack Snyder
Periodo di esordi su Paper Street: ecco la prima recensione di Alessandro Giordano, buona lettura!
Dei registi che hanno esordito negli ultimi dieci anni, Zack Snyder è uno dei pochi che ha saputo subito costruire una sua personale estetica cinematografica, la quale deve obbligatoriamente fare i conti col postmoderno. Immagini che colpiscono lo spettatore e che rimangono impresse a lungo (mi viene subito in mente la scena della fossa in 300, ad esempio).
Una carriera che si è inoltre prevalentemente prodigata a gestire adattamenti e remake: se con L’alba dei morti viventi aveva già messo in piedi un’interessante rivisitazione di un classico degli zombie movies, è con il film tratto dalla graphic novel di Frank Miller che arriva il successo del pubblico e l’attenzione dei produttori di Hollywood.
Con 300, Snyder delinea una modalità di messa in scena che fa della sinuosità delle forme e degli iperbolici movimenti di macchina la cifra stilistica principale. Ciò si ripete nel sottovalutato Watchmen, ottima trasposizione di un’altro capolavoro del fumetto adulto targato Alan Moore, dove forse solo un budget troppo limitato non gli ha permesso di far deflagrare del tutto la carica esplosiva della storia che aveva sotto mano.
Si arriva così a Sucker Punch, oggetto bizzarro che, in un’epoca filmica dove tutto è rifacimento e rielaborazione, si permette di essere frutto autonomo dell’ingegno di Snyder, proprio lui che era fino a poco fa simbolo di questa tendenza.
Il film racconta la storia di Baby Doll, bellissima e feroce guerrigliera che rimanda volentieri alla Sposa di Tarantiniana memoria, alla strenua ricerca di cinque oggetti lungo universi misteriosi in compagnia di altre quattro ragazze, cercando di riconquistare la propria libertà.
Anzi no: Baby Doll è una ragazza che riesce ad ipnotizzare ballando, trasportando coloro che la osservano in mondi lontani e pericolosi. Questo potere viene sfruttato da lei e da sue quattro colleghe ballerine per cercare di sfuggire dalla prigionia a cui le costringe Blue, il loro capo.
Forse neanche questo: come ci mostra la splendida sequenza d’apertura (piacevole vizio del regista: da rivedere anche l’inizio di Watchmen), Baby Doll è in realtà una ragazza che sta fuggendo da un padre orco che ha ucciso la sua sorellina, facendo ricadere la colpa su di lei e lasciandola rinchiudere in un ospedale psichiatrico.
Sucker Punch rivela così la sua vera natura: un gioco di scatole cinesi in cui è facile perdersi e, a mio avviso, in questa pellcola capita spesso.
Tralasciando le doti visionarie di Snyder, questa volta forse anche troppo accentuate nelle lunghe sequenze di combattimento, il film tenta di costruire un’intreccio complesso ed affascinante, date anche le notevoli premesse, ma si lascia andare in una storia che non riesce mai davvero ad appassionare. La sua sfortuna forse è quella di uscire in un periodo dove solo pochi mesi prima Nolan ha tirato fuori dal cilindro un lavoro come Inception, simile per certe tematiche a Sucker Punch (il controllo dell’inconscio, la possibilità di sfruttarlo per uno scopo preciso), ma dai risultati notevolmente più convincenti.
E’ un peccato perchè, dal punto di vista audiovisivo, si segnalano diversi momenti di grande cinema, come l’incontro di Baby Doll con il suo primo avversario, un gigantesco samurai dagli occhi rossi, sulle note di Army Of Me di Bjork (titolo quanto mai esemplificativo).
Snyder ammette nelle interviste di aver voluto mescolare dentro questo suo lavoro tutto ciò che lo appassiona, dai videogiochi alla street art, ma in tutto ciò viene a mancare qualcosa, quel particolare che avrebbe reso Sucker Punch un cult che fra dieci anni sarebbe stato stracelebrato, invece si perde in una girandola di effetti speciali, dimenticandosi di dare più consistenza ad un’opera che poteva rimanere nel tempo.
Zack Snyder deve però proseguire su questa strada, cercando di aggiustare qualcosa in sede di script e pensando meno all’inquadratura sensazionale. Si attende il suo Superman: Man Of Steel per vedere qualche progresso.



