Si è spenta l'ultima grande star di Hollywood: Liz TaylorLutto nel mondo del cinema. Liz Taylor e' morta a 79 anni a Los Angeles per un'insufficienza cardiaca.

La diva era stata ricoverata al Cesar-Sinai Medical Center sei settimane fa. La vincitrice di due premi oscar (''Butterfield 8'' e ''Chi ha paura di Virginia Woolf?'') e protagonista in oltre cinquanta film, negli ultimi anni era diventata una testimonial appassionata di cause umanitarie, in particolare per la ricerca sull'Aids. Per questo motivo le era stato riconosciuto un Oscar speciale nel 1993.

(La biografia che segue è tratta da: http://trovacinema.repubblica.it/)

"Mia madre diceva che quando sono nata ho tenuto gli occhi chiusi per una settimana. Quando li ho aperti, la prima cosa che ho visto è stato un anello di fidanzamento". Già dalla culla, Elizabeth Rosemond Taylor dimostrò di saper attrarre l'attenzione sui suoi celebri occhi viola. Mentre per ricevere il primo anello di fidanzamento, un diamante di tre carati e mezzo, avrebbe dovuto aspettare qualche anno.

Nata da genitori americani a Hampstead, Londra, il 27 febbraio 1932, allo scoppio della guerra si trasferisce con la famiglia a Los Angeles. A dieci anni debutta nel cinema con un film della Universal che passa inosservato, There's One Born Every Minute, di Harold Young (1942), ma l'anno dopo la MGM le assicura la gloria con Torna a casa, Lassie! (Fred M. Wilcox, 1943).

Dopo essere stata enfant prodige sulle orme di Shirley Temple e provetta amazzone accanto a Mickey Rooney in Gran Premio di Clarence Brown (1944), affronta il suo primo ruolo "da grande" con Cynthia, di Robert Z. Leonard (1947), anche se resta ancora nei dintorni di Piccole donne (Mervyn LeRoy, 1949). Spencer Tracy l'accompagna all'altare in Il padre della sposa di Vincente Minnelli (1950) mentre nella vita sta per sposare il primo di una lunga serie di mariti, il ricco finanziere Conrad Nicholas Hilton jr., da cui divorzierà nel 1951.

All'epoca è già una delle attrici più pagate del mondo. Nella vita e sullo schermo fa perdere la testa a molti uomini,ma lei palpita inutilmente d'amore per Montgomery Clift, suo partner in Un posto al sole di George Stevens (1951), L'albero della vita di Edward Dymtryk (1957) e Improvvisamente l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz (1959).

Oltre che per Montgomery Clift, per molti altri colleghi resterà un'amica fedele e premurosa, come per Rock Hudson (Il gigante, George Stevens, 1956), morto di AIDS nel 1985. Diventa madre di Christopher e Michael jr. con il suo secondo marito, l'attore Michael Wilding, più grande di lei di vent'anni.

E' sposata invece con Mike Todd, padre della figlia Liza, quando gira uno dei film più importanti della sua carriera, La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks (1958), dove fatica non poco per infiammare i sensi di un marito in crisi (un indimenticabile Paul Newman). Soffre molto per la morte di Todd, precipitato a bordo di un aereo privato, il "Liz".

Subito dopo intreccia una relazione che fa scandalo. Lui è Eddie Fisher, all'epoca sposato con Debbie Reynolds e tra gli interpreti di un film che le fa vincere il suo primo Oscar, Venere in visone di Daniel Mann (1960). Anche il quarto matrimonio dura solo qualche anno.

Durante la lavorazione di Cleopatra di Joseph Mankiewicz (1963) s'innamora, ricambiata, di Richard Burton. Non è uno scoop per il lancio di un kolossal che si rivelerà un clamoroso fiasco commerciale. "Le giornate di una regina sono piene, le sue notti però sono vuote", sussurra la divina dagli occhi viola e dal seno generoso. Burton non resiste e la sposa nel 1964. Vicino a lui si guadagna il secondo Oscar con Chi ha paura di Virginia Woolf? di Mike Nichols (1966), mentre la loro unione burrascosa riempie le pagine dei rotocalchi e richiama il pubblico. Vedi La bisbetica domata di Franco Zeffirelli (1967).

Liti furibonde, appassionate riappacificazioni. Smeraldi, diamanti, perle e rubini, come rinnovati pegni d'amore. Anche se divorziano, i due non sanno stare lontani l'uno dall'altra e si risposano. Due volte marito, Burton resterà l'uomo più importante della sua vita, senz'altro più di John Warner, sesto della lista, esponente repubblicano ed ex-ministro della Marina. Negli anni 80 e 90 appare soprattutto in televisione, mentre entra ed esce dalle cliniche per gravi motivi di salute, compreso un tumore al cervello. Nel 1983, durante una lunga permanenza al Betty Ford Center per una cura disintossicante, incontra Larry Fortensky, un ex muratore di vent'anni più giovane di lei, che diventa il suo settimo marito, da cui divorzia nel 1991. Dopo ripetuti interventi di chirurgia plastica e una dieta rigorosa riappare sugli schermi ne Il giovane Toscanini di Franco Zeffirelli (1988) e ne I Flinstones di Brian Levant (1994).

Oltre ai figli avuti da Michael Welding e Mike Todd, ha adottato una figlia ed è nonna di nove nipoti. Presidentessa della Fondazione americana per la ricerca sull'AIDS, ha lanciato diversi profumi, "Passion" (1987), "White Diamonds" (1991), "Black Pearls"(1995).

Negli ultimi anni Liz Taylor ha dovuto affrontare diversi problemi di salute: è affetta da diabete da parecchio tempo e nel luglio del 2008 è ricoverata in un ospedale per un'insufficienza cardiaca. Dopo la morte dell'amico Michael Jackson è tornata in ospedale in seguito ad un collasso.


Redazione