Rango - Gore VerbinskiRango è un camaleonte in crisi d'identità. Un giorno, in viaggio in auto tra la California e il Messico, l’acquario dove vive viene scaraventato fuori e ridotto in mille pezzi; inizia così l’avventura di Rango nel deserto. Quando arriva nella città di Dirt, per un caso fortuito, libera i cittadini da un temibile predatore, si trasforma in eroe cittadino e assume l’impiego di sceriffo, ma a Dirt lo scontento dilaga… manca l’acqua ormai da mesi.

Attenzione! “Rango” non è un cartone animato per bambini. Le tematiche esistenzialiste, il linguaggio forbito di ogni personaggio, le allusioni più o meno esplicite al sesso e a malattie ne fanno un vero e proprio film, sebbene animato, per adulti.

“Chi sono io?” è la domanda che Rango si pone poco prima di iniziare la sua avventura nel west. Rango è un impostore, un commediante, un abile oratore che sa trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto (un po’ come Jack Sparrow…E' Deep infatti il suo doppiatore originale!).

Rango vorrebbe essere uno degli eroi degli spettacoli che metteva in scena nell’acquario dove viveva con un pesciolino di plastica, una palma finta e il mezzo busto di una bambola, Rango vorrebbe essere ciò che racconta (un pistolero che uccide sette uomini con una pallottola), ma Rango non sa veramente chi è. Solo quando arriva a Dirt e si rende conto che tutti gli abitanti della cittadina credono in lui, allora comprende che non importa chi sei davvero, ma chi vuoi diventare e gli sforzi che fai per raggiungere il tuo obiettivo.

Originale la scelta del protagonista e dell’intera comunità impolverata di Dirt, ci sono momenti di divertimento, ma solo a sprazzi, perché “Rango” è un cartone animato serio sotto diversi aspetti; va seguito, interpretato, analizzato per essere realmente compreso. Perciò se vi aspettate due ore di puro intrattenimento avete sbagliato strada.


Selene Coccato