Amori e altri rimedi - Edward ZwickJamie Reidy (Jack Gyllenhaal) è giovane, bello e piace molto alle donne. Siamo negli anni ’90 e Jamie intraprende la carriera di informatore farmaceutico del colosso dell'industria Pfizer e, grazie all’arrivo sul mercato del Viagra, riesce a costruirsi una carriera brillante e remunerativa. L’incontro con Maggie (Anne Hathaway), ventiseienne al primo stadio del Morbo di Parkinson, farà nascere dapprima una relazione infuocata tra i due, poi l’amore, ma Maggie è malata e non vuole trascinare Jamie nel suo calvario.

Commedia brillante e piacevole. Sebbene stilisticamente e nella costruzione delle vicende “Amori e latri rimedi” possa essere definito una commedia romantica, grazie ad un’analisi più approfondita dei personaggi (e all’interpretazione molto buona di entrambi gli attori) e alla scelta di inserire una malattia come il Parkinson, la pellicola non risulta frivola e spensierata come altre nel suo genere.

Il tema della malattia è centrale e non secondario (Jamie è figlio di medici ed informatore farmaceutico) e fa sì che la posta in gioco non sia solo quella dell’amore tra i due, ma soprattutto una scelta di vita, perché Jamie non deve solo decidere se mettere o no la testa apposto con Maggie , ma soprattutto deve capire se è disposto ad amarla incondizionatamente pur sapendo quello che una malattia degenerativa e, per ora, senza cura, porta con sé. “Amori e altri rimedi” fa sorridere, divertire, ma anche commuovere e riflettere, pur senza mai essere eccessivamente melenso, né patetico.

Le scene di sesso tanto chiacchierate non sono poi così hot, anzi, sono ironiche e divertenti, adatte allo spirito del film.


Selene Coccato