Premi Oscar 2011

Speciale Oscar: Il cigno neroLe sue 5 candidature:

MIGLIOR FILM: un film particolare, eccessivo sotto diversi punti di vista, ma un buon film, sebbene il lato oscuro delle persone non sia sempre e solo necessariamente rappresentato dalla sessualità repressa… Difficilmente, però, l’Academy premierebbe una pellicola tanto “sopra le righe” ed oggettivamente poco costruttiva. “Il Cigno Nero” non vuole dare alcun messaggio, né tanto meno vuole dare una spiegazione dellla duplicità che alberga in ognuno di noi, “Il Cigno Nero” vuole sola rappresentare una condizione dell’essere umano.

MIGLIOR REGISTA: Darren Aronofsky già con “The Wrestler” era stato in grado di dirigere ottimamente gli attori e aveva messo in scena uno dei drammi della mente umana. Qui fa soprattutto uso di diversi oggetti simbolici (uno tra tutti gli specchi) per raccontare il doppio e sfrutta al meglio Natalie Portman che è la vera anima del film.

MIGLIORE ATTRICE Natalie Portman: meravigliosa! Natalie è il film stesso. La macchina da presa indugia più volte sul suo primo piano, sulla fragilità, prima, e sull’ambiguità del suo sguardo, dopo. E’ un’attrice completa ed in grado di interpretare qualsiasi ruolo, dalla sexy spogliarellista di “Closer” alla algida principessa Amidala di “Star Wars” e con “Il Cigno Nero” raggiunge la sua maturità artistica. Il ruolo è difficile sotto diversi punti di vista: il ballo (è sempre lei a ballare), le scene di sesso e la duplicità del ruolo, eppure Natalie è convincete e brava sotto ogni punto di vista, a volte sembra che sia lei stessa a perdersi nell’oblio e nell’ossessione di Nina.

MIGLIORE FOTOGRAFIA e MONTAGGIO.

New York. Nina (Natalie Portman), dotata ballerina di danza classica che vive la propria passione con sacrificio ed abnegazione, ottiene il ruolo principale nel nuovo allestimento de "Il lago dei cigni" ad opera del noto regista Thomas Leroy (Vincent Cassel) . Sebbene perfetta per interpretare il ruolo dell’innocente cigno bianco, Nina ha difficoltà a rappresentare quello sensuale e ambiguo del cigno nero, più adatto a Lily (Mila Kunis), un’altra ballerina della sua scuola. La rivalità tra ballerine e la ricerca di un’esibizione al limite del perfetto porteranno Nina ad esplorare il suo lato più oscuro, rischiando così di perdersi in una ossessione.

Inquietante è la parola giusta per definire il “Cigno nero”. Se si riesce a vivere i 108 minuti della pellicola senza riserve, senza farsi distrarre dalle numerose e in parte eccessive scene di sesso (masturbazione e sesso lesbo), allora il film ti entra dentro e scava in maniera profonda in te, mettendoti di fronte al lato oscuro che vive in ognuno di noi. Bisogna saperlo accettare e saperci convivere. Nina non ce la fa. Il peso di una madre ossessiva e gelosa, di una madre che sotto la maschera dell’ amore materno, nasconde e cova un odio profondo, distrugge Nina sin dall’inizio. L’accettazione della parte sconosciuta di sé è solo l’ultimo atto di una vita folle.

La perfezione esiste? Nella mente di Nina sì e la corsa per raggiungerla la spoglia non solo di ogni certezza, ma anche di ogni dubbio e fragilità.


Selene Coccato