61° Internationale Filmfestspiele Berlin

Con Ralph Fiennes, Gerard Butler, Vanessa Redgrave, Brian Cox

Coriolanus – Ralph FiennesL’attore inglese Ralph Fiennes esordisce qui a Berlino dietro la macchina da presa con un audace adattamento del Coriolano di Shakespeare. Il film è in concorso per l’Orso d’Oro. Come per il Romeo + Juliet di Luhrmann la strada scelta dal regista, e interprete shakespeariano tra i più grandi delle ultime generazioni, è quella di un adattamento al presente, mantenendo però il più possibile la struttura linguistica del dramma originale. Eccoci quindi di fronte a un film ambientato ai nostri giorni ma parlato in versi elisabettiani.

Il popolo di Roma è in tumulto per il prezzo del pane. Il generale Martius (Fiennes) è l’odiato repressore della rivolta. Quando i Volsci di Afidio (Butler) muovono guerra alla città, è Martius a guidare l’esercito in battaglia. In una città (Corioli) sventrata dai bombardamenti il generale conduce valorosamente i suoi alla vittoria, sfidando anche in un duello all’arma bianca il nemico Afidio. Tornato in patria viene celebrato come un eroe e gli viene assegnato, per la sua impresa, il soprannome di Coriolanus. La madre (Redgrave) e il senatore Menenio lo spingono a candidarsi come Console. Non è però un politico Martius, i tribuni della plebe hanno facile gioco a metterlo sotto accusa per la sua durezza e intransigenza verso un popolo che già lo odiava. Minacciato di processo e condanna a morte, Martius sceglie la strada dell’esilio. Tornerà, assetato di vendetta verso la patria ingrata, alla guida, con Afidio, di un esercito invasore.

Ci troviamo in una difficile ucronia, un non tempo dove l’antica Roma conserva leggi, istituzioni e costumi ai tempi delle breaking news e dei carri armati. Non è il Lazio il set di questo ritorno sul grande schermo dei versi del Bardo, bensì la Serbia, una terra ancora impregnata del sangue dei conflitti, ancora segnata dalle bombe. Fiennes sceglie per il suo esordio uno dei testi meno rappresentati, più oscuri e difficili del corpus shalespeariano. Coriolanus è una cupa indagine sulla natura del potere e sulla violenza della politica.

Ritagliando su di sé il ruolo del protagonista, Fiennes mostra tutta la sua perizia di attore in questa figura violenta e primordiale - uomo di ferro schiacciato e sconfitto una volta compromessosi con la scivolosa doppiezza della politica (ben rappresentata dai viscidi tribuni). Come detto il Coriolano è testo complesso, poco noto e poco accessibile a un grande pubblico. Le stelle hollywoodiane (tutte un po’ sopra le righe, a cominciare dalla Redgrave che da matrona patrizia diventa impressionante valchiria in divisa militare - chissà perché poi…), le scene d’azione nella prima parte, le suggestive scenografie non bastano ccosì a togliere la sensazione di un certo narcisismo di fondo per il regista-mattatore.


Giacomo Lamborizio