Speciale Oscar: Il discorso del re
Le sue 12 candidature:
MIGLIOR FILM: ottimo, un film davvero ottimo. La regia, la sceneggiatura, l’interpretazione, i costumi, la scenografia e la colonna sonora sono all’altezza di una pellicola che procede senza sbavature, ma che è soprattutto una grande lezione di recitazione. Un film introspettivo e paradigmatico: si tratta di una vera e propria rivalsa dei diversi, degli incompresi, di coloro che per un difetto vengono emarginati senza essere davvero presi in considerazione né conosciuti a fondo. Un messaggio positivo che l’Academy potrebbe apprezzare e indubbiamente condividere.
MIGLIOR REGIA: Hooper dirige gli attori in modo impeccabile e accompagna la storia con una messa in scena immobile, con riprese talvolta statiche, ma in linea con la lenta evoluzione del personaggio, fino alla presa di coscienza di sé e delle proprie capacità.
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA Colin Firth: eccezionale. Non so cosa altro aggiungere. Colin Firth ha nel suo curriculum film di ogni genere e soprattutto negli ultimi anni è riuscito a dimostrare le sue grandi doti di attore. Qui si supera. Misurato, ovviamente impacciato, ma mai eccessivo. La balbuzie lo accompagna per buona parte del film, eppure non infastidisce, piuttosto è grazie a lui e al suo difetto se lo spettatore riesce davvero a vivere la difficoltà di Giorgio VI e soprattutto riesce a gioire della sua vittoria come se, davanti a quel microfono e a tutta l’Inghilterra, ci fosse egli stesso.
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Geoffrey Rush: ha già vinto un meritato Oscar, si sa… E’ stato candidato altre volte, e in cuor mio parteggio per Christian Bale perché sarebbe per lui finalmente un riconoscimento meritato, ma considero questa interpretazione di Geoffrey Rush la migliore della sua carriera. E’ perfetto e grazie anche a lui gli innumerevoli duetti con Colin Firth entreranno senza dubbio a far parte degli annali della storia del cinema. Nell’interpretare Lionel Logue, Rush ha saputo dosare perfettamente ironia, sagacia, anticonformismo e anche un pizzico di vanità. Ha dato vita ad un personaggio unico, ha creato un perdente vincente, un uomo buono che grazie al suo impegno, alla sua dedizione e al suo vedere oltre, ha plasmato un re.
MIGLIORE ATTRICE Helena Bonham Carter: è proprio la sua interpretazione più “conformista” e meno al di fuori degli schemi a valerle la prima meritatissima nomination. Ha saputo dar vita alla Regina Madre con il dovuto garbo e la dovuta misurata eccentricità.
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: solida, scorrevole; le battute sono spesso ironiche e brillanti, i dialoghi perfettamente al servizio dell’evoluzione della trama. Le vicende narrate sono ottimamente condensate in un lasso di tempo, sebbene ampio, credibile.
MIGLIOR COLONNA SONORA: adeguata, sebbene non memorabile.
MIGLIORE SCENOGRAFIA, COSTUMI, FOTOGRAFIA, SONORO e MONTAGGIO.
Afflitto da balbuzie e considerato non adatto ad diventare il nuovo re d’Inghilterra, Albert Frederick Arthur George Windsor (Colin Firth), duca di York, conosciuto col soprannome di “Berty” , dopo la morte del padre, Giorgio V, e la salita al trono del fratello Edward (Guy Pearce) , consigliato dalla moglie (Helena Bonham Carter) , si affida alle cure del logopedista ed ex attore di teatro, l’australiano Lionel Logue (Geoffrey Rush) . Quando Edward decide di abdicare, Berty viene designato come nuovo re e solo grazie all’ aiuto di Lionel e del rapporto di forte amicizia che si instaura tra i due, Berty diventerà Giorgio VI.
Sembra difficile immaginare ben due ore dedicate ad un erede al trono balbuziente ed appassionarsi alle vicende di un reggente apparentemente privo di personalità, è facile, invece, cadere nel tranello di credere che “Il discorso de re” sia un film lento, pesante, didascalico… “ll discorso del re” non è niente di tutto ciò.
La pellicola scorre piacevole e con attimi di vera e propria comicità ed ironia. Si tratta di un racconto di amicizia e di vita, di una presa di coscienza di se stessi e soprattutto è oil racconto della vittoria degli emarginati. L’intesa tra gli interpreti è perfetta e la recitazione impeccabile.




