Premi Oscar 2011

Speciale Oscar: InceptionEcco le sue 8 candidature:

MIGLIOR FILM: è un film complesso ed estremamente legato alla sfera psicologica. Non è per tutti e questo può essere un pregio ed un limite. Difficilmente l’Academy premierà un film tanto complicato e poco concreto, ma il pubblico l’ha già premiato sia dal punto di vista dell’afflusso in sala che nella critica. “Inception” è diventato in poco tempo un vero e proprio cult.

MIGLIOR COLONNA SONORA: adeguata ed enigmatica quanto basta per essere un ottimo accompagnamento del film e dei suoi momenti più “forti”.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE (C. Nolan): difficile non perdersi tra triplici salti nella mente, sogni, immaginazione e realtà, eppure lo script è inattaccabile. Nolan ha creato un mondo ed ha dimostrato di saper muoversi perfettamente all’interno. Non si ha mai la sensazione che il film vada alla deriva o che lo sceneggiatore (e regista) non sia in grado di ricostruire l’intero impianto senza perdere il filo. In mancanza della candidatura come migliore regia, che sarebbe stata meritatissima, spero che Nolan possa vincere in questa categoria altrettanto importante.

MIGLIORE SCENOGRAFIA: il mondo onirico di “Inception” è incredibilmente vero.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI, SONORO, MONTAGGIO SONORO E FOTOGRAFIA.

Dom Cobb (L. Di Caprio) è un ladro; il migliore nell'arte dell'estrazione: il furto dei segreti nascosti nel subconscio, quando si sogna e la mente è vulnerabile. Cobb, noto nel mondo dello spionaggio industriale, è però ricercato perché accusato della morte della moglie. Un ultimo importante lavoro però potrebbe restituirgli la sua vita e soprattutto i suoi figli, ma solo se riuscirà nell'impossibile. Lui e il suo gruppo, questa volta, non devranno rubare un'idea, bensì impiantarla.

Che dire di un film come “Inception”?
Dovrei scrivere della scena in cui Parigi si ripiega su se stessa? Di un salto a quattro livelli dentro la mente di un uomo per impiantargli una idea? Di un uomo che teme il proprio inconscio più della realtà? Avrebbe senso tutto questo a parole? Probabilmente no. Perché “Inception” è pura immagine. Impossibile raccontarne la trama, i significati a più strati, le immagini che scorrono a fiumi. Ma non è così difficile da seguire come sembra. L'importante è: non distrarsi. La trama è complessa, le spiegazioni oniriche ancora di più, e serve una vera e propria mappa per orientarsi nel labirinto mentale che Nolan ha, abilmente, creato, ma se si presta la dovuta attenzione, non ci si perde nella mente del sognatore, bensì ci si addentra in un territorio sconosciuto e affascinante come l'inconscio (di ognuno di noi) fino a scoprire quelle paure, quelle fragilità, che tutti noi tentiamo di nascondere anche a noi stessi.
Nolan è perfetto.

Di Caprio sempre in parte; il ruolo di vedovo gli appare congeniale (“Revolutionary Road”, ”Shutter Island” e ora anche in “Inception”), a rischio però di farlo diventare un vero e proprio cliché.

Se devo fare una critica, posso solo sottolineare una non troppo approfondita creazione dei personaggi che ruotano intorno a Cobb, come se ognuno di loro fosse una “funzione” del personaggio principale (la coscienza, il raziocinio, la temerarietà, la paternità etc.), ma la complessità della trama, probabilmente, necessitava di una minore complessità dei personaggi, per non rischiare di perdersi...


Selene Coccato