Attenti alla Febbre da fieno!
Intervista ad Andrea Bosca
Matteo (Andrea Bosca), il classico eterno romantico, non riesce a dimenticare una storia che lo ha lasciato con il cuore a pezzi; lavora a Twinkled, un negozio di modernariato, dove ogni oggetto riceve una seconda possibilità e non finisce nel dimenticatoio. Il negozio però sta passando un periodo di crisi, per via dell’attitudine da eterno Peter Pan del proprietario, Stefano (Giuseppe Gandini), e della sua assistente Franki (Giulia Michelini), una skater un po’ particolare. Un bel giorno arriva nel negozio Camilla (Diane Flery) che riesce a donare di nuovo al negozio quel tocco di grazia e magia che aveva perso, facendolo tornare ad essere centro nevralgico di un vintage nostalgico e colorato, attorno a cui ruotano personaggi intriganti, unici e stravaganti. Ovviamente Camilla cerca invano di conquistare Matteo, che però continua a pensare alla sua amatissima Giovanna (Camilla Filippi) che tornerà improvvisamente nella sua vita, mandando all’aria i piani di Camilla che stava riuscendo ad essere una presenza sempre più importante nel cuore di Matteo.
Ovviamente il destino non lascia nulla al caso e il finale della storia farà comprendere a tutti una lezione di vita, dalla quale usciranno cresciuti, anche se magari con un retrogusto amaro in bocca, ma il destino non fa sconti e guai se così fosse!
Un cast ben assortito che sa far ambientare lo spettatore nell’atmosfera particolare di “Twinkled” e che saprà farlo appassionare alle vicende dei protagonisti di questa storia che è riuscita a conquistare il premio come “Miglior Film” al Festival di New York ed è in concorso a St. Louis, Atlanta, Cleveland, Jaipur, Fantasporto e Nizza.
Abbiamo scambiato due parole con Andrea Bosca, il protagonista, giovane stella della scena emergente del cinema italiano: vi ricordate Guido di Raccontami di Rai Uno? Potreste averlo anche visto in Si può fare, Feisbum o qualche altro dei suoi moltissimi ruoli.
Come descriveresti Febbre da fieno per invogliare qualcuno ad andare a vederlo?
Una commedia romantica che narra la storia di Matteo e Camilla, fondamentalmente. La difficoltà di staccarsi da una storia d'amore che appartiene al passato, per gustarsi il presente con una persona che sembra fatta apposta per noi, è qualcosa che riguarda tutti, anche i giovanissimi. Molti ragazzi che hanno visto le anteprime mi hanno confessato: "Accidenti, è successo anche a me. ma quando c'ero in mezzo, mica me ne accorgevo…". L'atmosfera vintage è paradossalmente una novità assoluta e strizza l'occhio alle botteghe di modernariato più cool che abbiamo visitato tra Londra e New York.
Cosa ti è rimasto di quest'esperienza?
Umanamente, la grande amicizia che è nata tra tutti noi. Ci siamo buttati a capofitto nelle esplorazioni, nelle prove, abbiamo fatto molti raid nelle botteghe di modernariato di Roma e di altre città. Laura Luchetti, la nostra regista, ha saputo creare un clima molto accogliente, dove tutti hanno potuto aprire il proprio cuore e consegnare al pubblico una tenera parte di sé.
Cosa ti sentiresti di consigliare da giovane promessa del cinema italiano a coloro che magari ancora non sanno se saranno giovani promesse anche loro ma vorrebbero comunque tentare questa affascinante strada?
Ma io non so nemmeno se sono una giovane promessa! Io ti posso solo dire che per esperienza bisogna lavorare ai progetti in cui più si crede, capire dove tu puoi fare la differenza, impegnarti per colmare i buchi che inevitabilmente hai e dare agli altri, imparare dagli altri! Con tutto il cuore, con grande impegno, senza preoccuparsi eccessivamente dei periodi di crisi, perché se superiamo le nostre crisi personali, alla fine capiamo che contano solo tre cose: passione, passione e passione per ciò che si fa.
Quale esperienza della tua carriera ti ha maggiormente formato/toccato?
Guai se ce ne fosse solo una. A quali dei tuoi amici vuoi più bene? Per me, i miei personaggi sono amici strettissimi. Succede che alla fine ci conosciamo molto bene tra di noi… ti svegli alla mattina e sai cosa quel personaggio penserebbe di te, come tu sai come si comporterebbe lui. Una mia cara insegnante di teatro, la Nuti, ce lo diceva… e io non capivo bene, dieci anni fa… ma aveva ragione: "nella vita, tra i vostri più grandi amici ci saranno i vostri personaggi. rispettateli. ascoltateli tutti". Ognuno ha svolto una parte importante nella mia crescita. Matteo, il protagonista di Febbre da Fieno, con la sua leggerezza che alla fine gli permette di riaprire le ali e volare come il vento sopra ogni malinconia, mi ha insegnato che esiste per tutti una seconda occasione, anche quando tutto sembra perso. Mica male, per una commedia romantica... ma non posso svelarti nulla!
Progetti futuri/sogni nel cassetto?
Ultimamente sogno molto: un progetto teatrale con la mia compagnia sul territorio delle Langhe e del Monferrato, la mia patria ed il patrimonio della mia umanità. Un nuovo film, un progetto stimolante con un regista che stimo… ce ne sono molti, in Italia! Una fiction Tv che arrivi al grande pubblico come fece Raccontami, di cui ancora mi chiedono se ci sarà un sequel. A tutti per ora rispondo: godetevi FuoriClasse (Rai1 dal 23 gennaio, con Luciana Litizzetto) e Febbre da Fieno ( al cinema dal 28 gennaio 2011); arriveranno Zodiaco Atto Secondo dove cambieremo musica e useremo tinte forti ( sarò un serial killer alla ricerca del suo passato) ed infine.... ta taaaan: un nuovo film da protagonista al cinema: Gli Sfiorati di Matteo Rovere, prodotto da Fandango. Un film che mi denuda fino al cuore.
Tre parole per descriverti?
Romantico, Determinato, Creativo
Un consiglio che vorresti dare ai lettori?
Andate a sognare nei cinema e continuate a farlo per strada, mentre andate a trovare gli amici, mentre cercate un lavoro. Non fatevi buttare giù dalle difficoltà, tutti noi abbiamo risorse insperate dentro. Come Matteo, impariamo la lezione della vita: la cosa più bella per noi probabilmente ce l'abbiamo già sotto al naso.
…e perché no? Rendiamoci conto di cosa abbiamo sotto al naso,allora… forse Febbre da Fieno vi aiuterà a capirlo meglio!



