L'uomo che verrà - Giorgio Diritti
Tra il 29 luglio e il 5 agosto del 1944, una serie di famiglie contadine del comune di Marzabotto nelle colline del Monte Sole, in provincia di Bologna, viene sterminata da un plotone di SS, con la motivazione di aver sostenuto e difeso un gruppo di partigiani. Si conteranno oltre 700 vittime, delle quali più di 200 bambini. Giorgio Diritti, autore-rivelazione dell’acclamato Il vento fa il suo giro racconta, con taglio giustamente definito alla Olmi da molti critici per il suo naturalismo antropologico e l’uso del dialetto, la vita di una delle famiglie contadine coinvolte nel massacro attraverso l’innocente sguardo di Martina, una bambina che ha perso la parola dopo la morte del fratellino.
La piccola, interpretata da una strepitosa Greta Zuccheri Montanari, con il suo sguardo intenso che riempie il vuoto dei silenzi, diventa la perfetta mimesi narrativa dello spettatore in un film altrimenti corale nel suo descrivere in maniera certosina accurata lo stile di vita di una comunità sopraffatta da una guerra non capita e non voluta che la costringe alla miseria e a dover condividere i pochi beni in suo possesso con gli arroganti occupanti tedeschi. Diritti racconta con asciuttezza e rigore una vicenda quasi irraccontabile per la sua assurda e inconcepibile crudeltà, scegliendo di enunciare il massacro dalla prospettiva delle vittime senza cercare compromessi, e esemplificando con poche ed essenziali sequenze la proverbiale banalità del male delle ss, come spiega un loro soldato: “ siamo così perché è così che ci hanno educato”. Come nel capolavoro di Olmi L’albero degli Zoccoli, anche per Diritti storia è sinonimo di sopraffazione da parte del più forte, e infatti qui vediamo sparare solo addosso a donne, vecchi e bambini innocenti e disarmati e della guerriglia tra ss e partigiani non vediamo che le conseguenze. Non manca però un briciolo di speranza, che da’ il titolo al film, quella nuova vita auspicio per un futuro migliore, la necessità di guardare avanti per risalire dall’abisso.
L’uomo che verrà è un film durissimo che giustamente non fa sconti alla storia ma neanche specula sul massacro, raggiungendo quindi, con grande padronanza per un opera seconda, vette altissime di un cinema necessario, che colpisce dritto al cuore e aiuta a non dimenticare una pagina nera della nostra storia.



