Arts Club Awards 2010 - Best Album: The Suburbs, Arcade Fire
TOP 5:
1. The Suburbs, Arcade Fire
2. High Violet, The National
3. Hidden, These New Puritans
4. Plastic Beach, Gorillaz
5. Swim, Caribou
Fra tutti i dischi usciti in questo 2010, “The Suburbs”, terzo album dei canadesi Arcade Fire, è sicuramente quello più epico e azzeccato. Un lavoro molto atteso, dopo i primi due capolavori del gruppo (gli osannatissimi “Funeral” e “Neon Bible”) che però non ha disatteso le aspettative. Quasi un concept album, che tratta i nostalgici temi della crescita, del cambiamento, dell'abbandono dei sobborghi natii e della conseguente acquisizione di consapevolezza e preoccupazione per la decadenza del mondo che ci circonda.
Tema ricorrente nei brani del disco sono infatti la guerra che viene a crearsi nei sobborghi urbani e la devastazione della natura ad opera di tecnologia e urbanistica rispetto agli anni della propria infanzia, a cui consegue una perdita di serenità (di tutto questo parla ad esempio il primo brano del disco, omonimo dell'album).
Anche i suoni di questo LP sono molto eterogenei, e passano dalla rabbia quasi punk di Month Of May alle influenze eighties di Sprawl II. E poi ce la splendida, barocca, Rococo. L'alternanza delle voci di Win e Regina, poi, garantisce ulteriore particolarità e varietà al lavoro. Rispetto ai vecchi album dei nostri però, nonostante la cura e l'artificiosità messa in certi suoni, “The Suburbs” risulta assai più accessibile e mai prolisso nonostante la sua lunga durata.
Brani come Ready To Start, Suburban Wars e Half Light II (No Celebration) hanno arrangiamenti complessi e trattano temi delicati, ma sono di sicuro impatto per qualsiasi ascoltatore. Il riff di City With No Children, ad esempio, non può non rimanere in testa già al primo ascolto, e l'entusiasmo per il pezzo cresce ogni volta come in ogni brano dell'album.
Il gruppo di Montreal ha tirato fuori canzoni belle e misurate, nonostante l'hype che gli si era creato intorno. Nonostante un paio pezzi del lungo lavoro girino a vuoto, “The Suburbs” risulta l'album della consacrazione al grande pubblico per gli Arcade Fire e il miglior momento musicale del nostro 2010. Un album studiato, ma con canzoni pop di una qualità che in quest'anno è rimasta insuperata.
Runner up come miglior album dell'anno, sicuramente “High Violet” dei The National. Giunto pochi anni dopo “Boxer”, si conferma quasi emozionante e intenso come il suo predecessore. Complice la calda e riconoscibile voce di Matt Berninger, ogni canzone del disco, a partire dalla prima, la struggente, Terrible Love, regala all'ascoltatore un suono pregno di intimismo ma caratterizzato da un crescendo quasi da arena. Tra chitarre, archi, e atmosfere lo stile National è sempre più perfezionato e inimitabile. Pezzi come Conversation 16, nonostante non siano troppo accessibili, non possono non toccare il cuore dell'ascoltatore.
Tirando le somme, se avrete la costanza e l'attenzione di immergervi completamente in un disco del genere, dopo qualche ascolto vi troverete di fronte a una gemma rara, a un disco quadrato e sentito. Dalla frizzantemente sostenuta Bloodbuzz Ohio, alla dolce e malinconica Runaway, ogni canzone dell'album, ogni canzone è caratterizzata da atmosfere di meditazione, a volte di oscurità, che lo rendono unico per atmosfera e trasporto. Meritevoli della Top 5 anche i lavori di These New Puritans, Gorillaz e Caribou.




